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Amazon diventa una macchina da utili. Battute le attese grazie ai servizi

Logo La Repubblica La Repubblica 27/07/2018
(FILES) In this file photo taken on April 28, 2018 shows the logo of Amazon displayed on a screen and reflected on a tablet in Paris. © Fornito da La Repubblica (FILES) In this file photo taken on April 28, 2018 shows the logo of Amazon displayed on a screen and reflected on a tablet in Paris.

MILANO - Amazon dimostra di sapere essere una macchina da soldi anche dal punto di vista della redditività, stupendo i mercati e cancellando un lieve appannamento delle vendite. E' questa la grande impronta della trimestrale del colosso dell'e-commerce, per come la stanno digerendo gli addetti ai lavori. La società di Jeff Bezos si è fin qui concentrata sulla crescita degli utenti, dei segmenti di business, dei ricavi. Ma negli ultimi tre mesi ha trasferito questi anni di attesa sulle ultime righe del conto economico. Non è un caso che il titolo nel dopo mercato di Wall Street sia salito fino al +4%, confermando poi l'andamento nettamente positivo alla riapertura ufficiale degli scambi (segui).

Nel secondo trimestre dell'anno il colosso delle vendite online ha battuto le attese degli analisti negli utili e non le ha superate di poco nei ricavi. Nel dettaglio, gli utili netti sono stati di 2,53 miliardi (ha superato i 2 miliardi per la prima volta) contro 197 milioni di dollari del 2017. Gli utili per azione sono stati di 5,07 dollari rispetto ai 40 centesimi dello stesso periodo del 2017, con un aumento del 1050%. Il mercato si attendeva 2,50 dollari per azione. Josh Olson, analista di Edwar Jones & Co., ha letto a Bloomberg questi conti come "la forza del management" di Amazon. "Sanno quando accelerare le spese e quando tirare il freno. Questo ci rende fiduciosi sulle prospettive di lungo termine, anche per quando verrà il momento della fine delle opportunità di crescita di Amazon".

Dal punto di vista dei ricavi, Amazon includendo anche la catena di supermercati Whole Foods, ha toccato quota 52,9 miliardi, in rialzo del 39% rispetto ai 38 miliardi dello stesso trimestre di un anno prima, ma di pochissimo sotto le attese. I ricavi nel Nordamerica sono saliti del 44% a 32,1 miliardi mentre le vendite internazionali sono cresciute del 27% a 14,6 miliardi di dollari.

Sui conti non si sono sentiti i continui attacchi del presidente americano Trump, segno che gli affondi dell'inquilino della Casa Bianca - che vorrebbe far pagare più tasse alla creatura di Jeff Bezos, proprietario del'odiato Washington Post - non frenano la corsa del gigante dell'e-commerce. Il balzo degli utili è guidato, a dire il vero e come accaduto negli ultimi trimestri, soprattutto da servizi come il cloud computing, i servizi forniti ai venditori sul sito e la pubblicità. Queste attività hanno aiutato a compensare le tradizionali attività di vendita online che tendono ad assicurare meno entrate del previsto seppur sempre in aumento. La sfida posta dal presidente americano, che denuncia il fatto che Amazon sfrutta il servizio postale federale per la consegna dei suoi pacchi, però resta. Così come preoccupazione per la impetuosa crescita del potere di Amazon è stata espressa da diversi esponenti del Congresso Usa.

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