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Arcelor Mittal, Conte a Taranto per incontrare gli operai: ressa davanti allo stabilimento

Logo Rai News Rai News 08/11/2019 francesco.taglialavoro
Conte taranto  (screenshot) © suppredazione5 Conte taranto (screenshot)

Il premier Giuseppe Conte ha annullato l'incontro previsto oggi con il presidente della Repubblica di Lituania, Gitanas Nauseda, per recarsi nella città pugliese e affrontare i problemi legati alla gestione dell'impianto siderurgico. Ad attenderlo a Taranto, nei pressi dello stabilimento siderurgico ex Ilva, Arcelor Mittal decine di operai ed esponenti di associazioni ambientaliste della città che chiedono la chiusura e la riconversione dello stabilimento.

Ressa all'arrivo del premier

"Parlerò con tutti ma con calma". Così Conte al suo arrivo davanti ai cancelli dell'Ex Ilva, dove era atteso da molti cittadini ed operai. All'ingresso si è creata una certa ressa ed è nato un botta e risposta con alcuni cittadini che gli chiedevano di chiudere l'impianto. "Dovete conoscere la situazione", gli ha detto un cittadino. "Sono qui per questo", ha risposto il premier.

"Togliti il cappuccio"

"Parlerò con tutti. Mi hanno detto che dentro ci sono gli operai, devo parlare anche con loro", ha continuato il premier, che rivolgendosi poi ad un contestatore, secondo quanto captato dai microfoni delle tv presenti, ha detto: "Togliti il cappuccio, io vengo qui senza maschera".

"Valutiamo tutto"

"Non abbiamo la soluzione in tasca. La cosa certa è che Mittal restituisce la fabbrica. Dobbiamo valutare alternative. Nei prossimi giorni vedremo come andrà l'interlocuzione e come si definirà. Dobbiamo sfruttare qualsiasi situazione. In questo momento non ho un progetto alternativo da offrire, valutiamo tutto", ha detto Conte parlando con cittadini e operai.

Il premier ha scelto di recarsi nella città pugliese per incontrare il consiglio di fabbrica. Presenti all'appuntamento anche diversi sindaci (con le fasce) dei centri del  territorio della provincia (Carosino, Monteiasi, Laterza, San Giorgio Jonico, Grottaglie, Palagiano,  Palagianello, Fragagnano e Torricella) che reclamano di essere ascoltati "per il dramma sia occupazionale e ambientale che coinvolge il territorio".

"Battaglia da combattere tutti uniti" 

Quello dell'ex Ilva è un "dossier prioritario per il governo. Dobbiamo gestirlo tutti uniti, non solo il governo, ma anche voi. Tutti insieme dobbiamo combattere questa battaglia. Come sistema Paese", ha poi detto il premier al consiglio di fabbrica ex Ilva, ancora in corso. Il presidente del Consiglio ha ascoltato per oltre un'ora gli oltre 200 partecipanti al consiglio di fabbrica.

Gualtieri: "Mittal rispetti gli impegni"

"L'ipotesi sul tavolo è che Mittal adempia ai propri  impegni, deve sviluppare gli investimenti, il piano  ambientale e industriale che si è impegnata a portare  avanti, è questa la prospettiva del governo". Così ha  risposto il ministro dell'economia Roberto Gualtieri ai  giornalisti che gli hanno chiesto se fosse sul tavolo una ipotesi di nazionalizzazione dell'Ilva.

Jindal: non rinnoveremo interesse per ex Ilva

Il gruppo indiano Jindal nega un interesse per gli asset dell'ex Ilva, dopo la ritirata di Arcelor Mittal. "Smentiamo con forza" si legge in un tweet postato sul canale Twitter del gruppo, le indiscrezioni di stampa secondo cui "Jindal Steel & Power potrebbe rinnovare il suo interesse per l'acciaieria di Taranto".

"Abbiamo già negato queste speculazioni" ha fatto sapere un portavoce del gruppo indiano, contattato in mattinata per sapere se Jindal potesse considerare un suo intervento. E ha rinviato alla posizione espressa per la prima volta su Twitter il 4 novembre e ribadita il giorno successivo con un nuovo 'cinguettio' in cui "una volta ancora neghiamo questi rumors e invitiamo chiunque a fare un controllo prima di fare speculazioni".

Oggi lo sciopero contro i 5mila esuberi

Sciopero in corso nello stabilimento di Taranto, promosso da Fim, Fiom e Uilm dopo gli atti di recesso del contratto da parte di Arcelor Mittal e la dichiarazione di 5mila esuberi. Lo sciopero di 24 ore, dalle 7 di oggi, potrebbe essere solo il primo, al fine di tutelare dal 'terremoto' occupazionale l'area di Taranto e soprattutto esigere il rispetto degli impegni contrattuali da parte della multinazionale anglo-indiana.

Assemblea dei lavoratori a Genova

Grande partecipazione questa mattina all'assemblea dei lavoratori nello stabilimento Arcelor Mittal di Cornigliano, Genova. Unitariamente, Fim Fiom Uilm, in attesa degli sviluppi della trattativa tra governo e azienda, hanno proclamato lo stato di agitazione del personale e hanno ribaditola volontà di difendere i posti di lavoro e il reddito delle maestranze anche con manifestazioni e scioperi. Fim, Fiom e Uilm hanno ribadito di essere a favore della reintroduzione delle tutele legali e hanno sostenuto la necessità e l'obbligo per l'azienda di rispettare l'accordo del 6 settembre scorso a tutela di tutta l'occupazione.

Commissari verso richiesta proroga stop Afo2

I commissari dell'Ilva in amministrazione straordinaria presenteranno una istanza all'autorità giudiziaria di Taranto per chiedere la proroga del termine del 13 dicembre fissato dal tribunale per la realizzazione degli adeguamenti di sicurezza dell'Altoforno 2 sottoposto a sequestro dopo l'incidente del giugno 2015 in cui è morto l'operaio Alessandro Morricella. Lo hanno annunciato gli stessi commissari, Francesco Ardito, Alessandro Danovi e Antonio Lupo, in un incontro avuto ieri in Procura con il procuratore di Taranto, Carlo Maria Capristo.

Moody's, rating a rischio senza addio Ilva​

Moody's conferma il rating 'Baa3' diArcelor Mittal ma cambia l'outlook da 'stabile' a 'negativo'. La revisione, si legge in una nota, "riflette il rapido declino degli utili quest'anno nel contesto di una domanda calante da parte del mercato finale e di un deterioramento degli spread sull'acciaio". "Ulteriori pressioni al ribasso" sul rating potrebbero arrivare "dall'incapacità di dare esecuzione senza attriti e in modo tempestivo alla proposta di risoluzione dell'acquisto dell'Ilva".

Boccia: se il mercato fallisce tocca allo Stato

"L'acciaio è strategico e se il mercato fallisce non è uno scandalo ma è semplicemente giusto che tocchi allo Stato occuparsene. Finiamola di prenderci in giro. In tutto il mondo, nelle aziende strategiche, in alcuni settori industriali c'è lo Stato". Lo ha detto il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Francesco Boccia, parlando della vertenza del siderurgico ex Ilva di Taranto a margine di un incontro sull'autonomia differenziata organizzato nella sede di Confindustria Bari e Bat. "Ilva deve continuare a produrre acciaio ma non può produrlo come lo produceva nel 1970. Questo deve essere chiaro a tutti. Se Mittal resta e rispetta il contratto firmato sarà la benvenuta, se invece per restare minaccia di mettere per strada 5mila lavoratori, evidentemente ha sbagliato a fare questa gara e hanno sbagliato coloro che hanno pensato che su Mittal ci potesse essere una prospettiva industriale e, allora, la risposta della settima potenza industriale al mondo è semplice: vada a ricattare qualcun altro" ha aggiunto il ministro.

Consulta: norme scudo cambiate, valuti il giudice

Sullo scudo penale per l'ex Ilva sono "sopravvenute" diverse modifiche normative. E a fronte di "una tale evoluzione" del quadro delle disposizioni, "non può spettare che al giudice rimettente valutare in concreto" la loro incidenza "sia in ordine alla rilevanza, sia in riferimento alla non manifesta infondatezza delle questioni di legittimità costituzionale sollevate". Così la Corte Costituzionale motivala decisione presa il 9 ottobre scorso di restituire gli atti al gip di Taranto.

Re David: azienda si assuma le sue responsabilità

"Questa impresa si deve assumere le sue responsabilità. Questa impresa ha preso l'Ilva, cioè la più grande acciaieria d'Europa e gli altri stabilimenti presenti in Italia, attraverso una gara pubblica di evidenza internazionale,ha preso impegni dal punto di vista finanziario, industriale,ambientale, ha fatto un accordo sindacale importante sul piano occupazionale che prevede zero esuberi. Non può presentarsi un anno dopo e dire che si era sbagliata, che ci sono delle questioni che riguardano i dazi, che la situazione è difficile,che quindi se ne va, oppure che ci sono 5mila licenziamenti.Altrimenti, probabilmente, questa gara non l'avrebbe vinta". E'quanto ha affermato la segretaria generale della Fiom, Francesca Re David, intervenendo a margine dell'assemblea generale della categoria dei metalmeccanici Cgil di Napoli.

Furlan: via legale farraginosa si torni al tavolo

"Lo sciopero dei lavoratori della ex Ilva è stato oggi un segnale forte, chiaro, unitario che non può essere ignorato da Arcelor Mittal ed anche dal Governo: non si può abbandonare il sito industriale a meno di un anno dalla firma dell'accordo che rilanciava la capacità produttiva, la difesa dell'occupazione e soprattutto gli investimenti per l'ambientalizzazione e la messa in sicurezza degli impianti". Lo afferma la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan spiegando che bisogna tornare al tavolo del confronto evitandola via legale perché farraginosa e con il rischio di trovarsi l'azienda chiusa.

Messina: accordo Mittal o valutare la nazionalizzazione

Sull'ex Ilva è "fondamentale arrivare ad un accordo con Mittal" o in alternativa " il Governo dovrebbe valutare la possibilità di nazionalizzare l'Ilva anche se potenzialmente in contrasto con le norme comunitarie". A esprimere questa opinione è l'ad di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, secondo cui su questo fronte si è venuta a creare "una situazione complessa" su quello che "è senza dubbio un asset strategico per il Paese"

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