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Bibite gassate, italiani penultimi in Europa per consumi

Logo La Repubblica La Repubblica 10/08/2018
bibite gassate - 171134557-fa10f3fa-863a-43da-86bf-3367970c9c0a.jpg - 18997 - esterne-f22fc2db-73fe-4506-939c-7f415db5b53a - image/jpeg - inviato da "r.ricciardi" © Fornito da La Repubblica bibite gassate - 171134557-fa10f3fa-863a-43da-86bf-3367970c9c0a.jpg - 18997 - esterne-f22fc2db-73fe-4506-939c-7f415db5b53a - image/jpeg - inviato da "r.ricciardi"

Il rapporto tra italiani e bibite gassate è sempre meno solido. Secondo uno studio di Assobibe, associazione confindustriale delle imprese delle bevande analcoliche, i volumi di vendita del loro mercato di riferimento sono in calo del 25% dal 2009 a oggi: l’Italia si colloca al penultimo posto in Europa per consumi pro-capite di bibite gassate. 

Resta, sottolinea l'associazione, un settore che "genera un valore complessivo, diretto e indiretto, di 4,9 miliardi di euro, pari allo 0,29% del PIL nazionale e contribuisce alle casse dello Stato per 2,3 miliardi di euro di entrate fiscali e contributive”, come ricorda il direttore generale Assobibe, David Dabiankov.

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Il comparto è fatto di 80 aziende con 100 stabilimenti distribuiti in tutta la penisola, concentrati nettamente al Nord Ovest dove si trovano oltre quattro impianti su dieci.

Il conto dei denari versati alle casse dello Stato arriva invece dalla somma di imposte sul reddito da lavoro e da impresa per 1,2 miliardi, mentre l'Iva (che è al 22% contro una media - denuncia l'associazione - europea al 10%) totalizza circa 1,1 miliardi.

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