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Borsa Milano chiude piatta, debole Unicredit, fa il botto Gedi, rimbalzo utility

Logo Reuters Reuters 5 giorni fa
Dettaglio dell'ingresso della Borsa di Milano © Reuters/ALESSANDRO GAROFALO Dettaglio dell'ingresso della Borsa di Milano

MILANO, 3 dicembre (Reuters) - Piazza Affari chiude poco mossa una seduta partita di gran carriera, ma poi naufragata sulle ennesime dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che ha parlato di un possibile posticipo dell'accordo sul commercio con la Cina a dopo le elezioni presidenziali di novembre 2020. Immediate le ripercussioni sui mercati, in particolare negli Stati Uniti, con il Dow Jones in forte ribasso.

"Le dichiarazioni di Trump hanno dato la stura ai realizzi. Il mercato è salito tanto e, in vista del fine anno, molti puntano a portare a casa i guadagni", osserva un broker.

Fra le banche Unicredit chiude in calo dello 0,45% dopo la presentazione del piano 2020-2023, in linea con le attese, che punta sulla restituzione del capitale agli azionisti, anche tramite buyback, e sul taglio dei costi anche attraverso migliaia di esuberi. "Il piano è senza particolari novità sui target, ma con una cash distribution complessivamente migliore delle attese", sintetizza Equita nel report odierno. Sul resto del settore, l'altra big Intesa Sp cede l'1,1%. Debole anche MPS (-1,33%).

Nel settore editoriale, Gedi strappa e chiude in rialzo del 60,21% a 0,45 euro, allineandosi sostanzialmente al prezzo di 0,46 euro concordato per la cessione a Exor della partecipazione di Cir. Al closing dell'operazione è previsto il lancio di un'Opa sulle restanti azioni allo stesso prezzo. Cir ha perso il 7,8%, ma il titolo era salito tanto ieri. Gli analisti di Banca Imi mettono in evidenza che il prezzo pagato da Exor, nonostante rappresenti un premio di oltre il 60% sulla chiusura di venerdì, è sensibilmente inferiore al valore di carico di Cir (1,2 euro per azione), che quindi registra una minusvalenza di circa 170 milioni. Exor avanza dello 0,7%.

Debole Mediaset che perde l'1% in attesa dell'udienza del 6 dicembre sul ricorso cautelare di Vivendi e Simon Fiduciaria contro il progetto di fusione di Mediaset e Mediaset Espana nella holding olandese MediaforEurope (MFE).

Male Autogrill che lascia sul terreno il 3,16%, mentre è positiva A2A (+0,5%). L'utility ha annunciato l'acquisto di progetti nel solare per 1 GW dalla cinese Talesun. In recupero anche le altre utility più colpite di recente, come Enel (+1,09%) e Italgas (+1,6%).

In evidenza Ferrari, vicina ai massimi storici, con un rialzo dell'1,96% dopo che Goldman Sachs ha confermato la raccomandazione di "Buy" sulle azioni e ha aumentato il prezzo obiettivo a dodici mesi a 170 euro.

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(Elisa Anzolin, in redazione a Roma Francesca Piscioneri)

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