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Brexit slitta ad aprile, a Wall Street scintille Apple e Levi’s

Logo First Online First Online 22/03/2019 Ugo Bertone
Assicurazioni in UK con Brexit © FIRSTonline Assicurazioni in UK con Brexit

I segnali positivi arrivati ieri dall’economia Usa hanno ridimensionato i timori sullo stato di salute della locomotiva Usa emersi dopo i segnali “morbidi” della Fed che avevano giustificato i sospetti di una possibile recessione. I mercati si avviano così ad un fine settimana tranquillo, anche perché l’ultimatum sulla Brexit si sposta al 12 aprile. La mappa del listino riflette il quadro così come l’hanno dipinto le banche centrali, di nuovo votate ad una politica estremamente “soft” a prova di recessione.

Poco mossi o in lieve ribasso i listini asiatici. L’indice Nikkei di Tokyo perde la 0,1%, con un bilancio settimanale positivo dell’1,4%. Hong Kong è in calo dello 0,5% (-0,3% la settimana). Indice CSI 300 dei listini di Shanghai e Shenzhen -0,9%, ma +1,4% la settimana. La Borsa dell’India guadagna lo 0,3%, +2,1% la settimana.

Performance positiva per i mercati Usa. L’indice sull’attività economica del Midwest segnala un andamento assai più robusto del previsto. Il Dow Jones è salito dello 0,8%, l’indice S&P 500 +1,09%, fa ancor meglio il Nasdaq, +1,42%.

DEBUTTO RECORD PER LEVI’S A WALL STREET

A trainare il mercato è stata soprattutto Apple (+3,5%), tornata ieri ad essere la società più capitalizzata del mondo. A sostenere la Mela è l’attesa per lo sbarco nel settore della produzione tv. Laura Martin, analista di Needham, ha alzato il rating della società da buy a strong buy e il target price da 180 dollari a 225 dollari.

Grande debutto (anzi rientro) di Levi’s Strauss: +31,8% a 22 dollari nel primo giorno di quotazione.

La promessa di tassi bassi fino alla fine dell’anno ha scatenato la corsa all’acquisto delle obbligazioni, il rendimento del Treasury Bond a dieci anni è sceso a 2,52%, sui minimi degli ultimi tredici mesi.

Il dollaro sta recuperando sulla maggior parte delle controparti, dopo il calo dei giorni precedenti. L’euro-dollaro ieri in chiusura era a 1,137 (-0,4%), stamattina è piatto.

Il petrolio Brent tratta a 67,8 dollari il barile, in calo dello 0,1%, ieri in chiusura -0,9%: ai prezzi di oggi, saremmo alla terza settimana consecutiva di rialzo. Saipem -1,5%, Tenaris +2%, Eni +0,5%.

BREXIT, L’ULTIMATUM SLITTA AL 12 APRILE

La sterlina sta rimbalzando stamane sull’ euro, a 0,866, dopo quattro giorni in picchiata: l’ipotesi di Brexit senza accordi il 29 di marzo, almeno per il momento, viene accantonata: l’Unione Europea ha deciso stanotte di concedere a Theresa May altre due settimane di tempo: in caso di mancata ratifica dell’accordo sul divorzio da parte della Camera dei Comuni, si potrà arrivare al 12 aprile, poi la Gran Bretagna è fuori.

Ieri la Borsa di Londra ha chiuso a +0,91%. Bank of England, che ieri ha lasciato i tassi invariati, ha pubblicato un sondaggio da cui emerge che l’80% delle imprese si ritiene “pronta” a gestire lo scenario ‘no deal’, percentuale in crescita rispetto al 50% di gennaio. Ma la petizione popolare per restare nella Ue ha raggiuto ieri due milioni di firme sul sito del Parlamento.

MILANO +0,2%: OGGI LA MISSIONE DI XI

La nebbia sul fronte della Brexit, nonché le difficoltà delle banche tedesche, hanno frenato ieri i listini azionari europei, in ripresa nel pomeriggio grazie alla spinta dei dati Usa.

Milano è salita dello 0,2% a 21.373 punti nel giorno dell’arrivo di Xi Jinping.

“Il governo italiano spera di aumentare di 7 miliardi di euro l’export verso la Cina”, ha detto il sottosegretario al ministero dello sviluppo economico Michele Geraci. Oltre all’accordo preliminare sulla “Belt and Road” è attesa la firma anche di una trentina di intese industriali.

Emmanuel Macron, prossimo ospite di Xi, ha allargato il meeting ad Angela Merkel e a Jean-Claude Juncker, per sottolineare il fronte comune europeo verso Pechino.

In calo Francoforte -0,49%, piegata dal tonfo di Deutsche Bank (-4,10%).

A PARIGI IN ONDA LA “GUERRA” DEGLI OCCHIALI

Piatta Parigi, -0,07%, teatro della sfida di EssilorLuxottica, -6,55%, travolta dallo scontro fra il principale azionista e presidente esecutivo Leonardo Del Vecchio e il vicepresidente Hubert Sagnières: Alle accuse di Dolfin (Del Vecchio) il manager francese ha reagito definendo “dannoso per l’azienda e per tutti i suoi azionisti” l’atteggiamento del partner italiano. La sfida verte sulla figura del nuovo amministratore delegato che dovrà essere individuato entro il 2020. Del Vecchio punta tutte le sue carte su Francesco Milleri, già ad di Luxottica. I francesi si oppongono al tentativo “di impadronirsi dell’azienda a danni degli altri azionisti”: la fusione, è ormai evidente, è stata mal congegnata. Da inizio anno il titolo ha perso circa il 10% dall’inizio dell’anno contro il +15% registrato dall’indice Cac 40.

SPREAD A 241 PUNTI, IN ARRIVO TRE MILIARDI DI CTZ

Positivo il mercato obbligazionario. In chiusura il differenziale di rendimento tra Italia e Germania sul tratto decennale si è attestato a 241 punti base, dopo avere toccato quota 245 nel corso della seduta.

Il tasso del decennale si ferma a 2,446%, dopo aver chiuso la seduta precedente a 2,425%.

In occasione dell’asta di martedì prossimo 26 marzo il ministero dell’Economia offrirà tra 2 e 3 miliardi di euro tra Ctz novembre 2020 e Btpei a 10 anni. In particolare, Via XX Settembre metterà a disposizione degli investitori tra 1,5 e 2 miliardi dell’undicesima tranche del Ctz novembre 2020 e tra 500 milioni e 1 miliardo nella ventesima riapertura del Btpei maggio 2028.

I RUMORS SOSTENGONO TIM E FCA

A Piazza Affari ha brillato la stella di Stm (+4,4%), trascinata dal rally dell’indice dei semiconduttori di Philadelphia, dalle previsioni positive sull’anno in corso della statunitense Micron e, soprattutto, dalla ripresa dei corsi del cliente principale: Apple.

Avanzano sull’onda dei rumors due blue chips. Le indiscrezioni sulla possibile cessione della controllata brasiliana hanno sostenuto Tim + 1,3%. La prospettiva di un merger con Peugeot tiene alta invece l’attenzione su Fiat Chrysler, +0,4% in una giornata negativa per l’automotive europeo.

PRIMATO STORICO PER POSTE ITALIANE

Lo scenario di tassi bassi ha depresso le banche, peggior settore in Europa (Stoxx Banks -1,4%, contro -0,8% per l’Italia): Unicredit -1,7%, Ubi Banca-1,2%, tra le grandi si difende di più Intesa, -0,7%.

Assai più brillante Poste Italiane che ha segnato un nuovo massimo dopo i risultati e le previsioni diffuse nei giorni scorsi. Kepler Cheuvreux alza il target a 9,1 da 8,6 euro.

UTILE RECORD PER ENEL: LA CEDOLA SALE A 0,33 EURO

In grande evidenza le utilities sostenute dai tassi bassi. Continua l’avanzata di Enel (+0,65% a 5,58 euro). Il risultato di gruppo per il 2018 è stato di 4,79 miliardi, con una crescita del 26,7 per cento rispetto ai dodici mei precedenti. La cedola sale a 0,33 euro per azione, contro i 0.28 euro del 2018.

Terna +0,4%, ha presentato l’aggiornamento del piano industriale: nel 2023 l’Ebitda è visto a 2 miliardi di euro. Il dividendo, tra 2019 e 2021, viene indicato in crescita media annua del 7%.

A2A (+0,1%) ha annunciato di aver firmato una lettera d’intenti con due società di pubblica utilità del Veneto (Vicenza e Verona) per lo sviluppo di attività nel Nord Est. Banca Akros ha riavviato la copertura con rating neutral e target price a 1,7 euro.

CORRONO AUTOGRILL E GIGLIO GROUP

In rally Autogrill (+4,5%). Goldman Sachs avvia la copertura con il giudizio Buy, target 11 euro.

Corre Giglio Group (+6% a 3,53 euro). Banca IMI ha annunciato di avere avviato la copertura della società attiva nel campo del commercio elettronico, con una raccomandazione Buy e un target price di 6,20 euro (upside potenziale +80% circa).

ASTM/Sias (+0,2%) hanno rinviato l’approvazione del bilancio perché c’è un’indagine in corso in Brasile su due ex dirigenti della controllata Ecorodovias.

In rosso Fila (-4%): Banca Akros ha confermato il rating buy, tagliando il target price a 17,3 euro da 21,05, dopo la pubblicazione dei risultati 2018.

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