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Campi di segale coltivati a distanza: agricoltura smart col 5G Vodafone

Logo Quotidiano.Net Quotidiano.Net 4 giorni fa CARLO D'ELIA
© Il Giorno

Milano - La segale viene coltivata nel parco della Vettabbia a Chiaravalle, a una manciata di chilometri da Milano. È questo il primo terreno, circa sei ettari, che viene curato a distanza grazie a dei sensori installati nei campi e alla traduzione automatica degli algoritmi raccolti in questo modo, che permettono di seguire tutti i passaggi fino alla realizzazione del prodotto finale e alla vendita. Una sfida che Davide Longoni, erede di una solida famiglia di fornai, titolare di tre panetterie a Milano, ha voluto portare avanti con coraggio grazie alla nuova soluzione di Smart Agriculture e Food realizzata da Vodafone, in collaborazione con IBM. Un sistema che grazie a 5G, intelligenza artificiale e tecnologia Blockchain, traccia l’intera filiera di produzione del pane e consente di elevare gli standard qualitativi dei prodotti agricoli e ridurre l’impatto ambientale. 


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In questo modo il coltivatore può avere accesso a una grande quantità di dati, acquisiti sia nella fase di semina che di raccolto, monitorare costantemente da remoto e in tempo reale le condizioni del campo e, grazie ad algoritmi predittivi, ricevere informazioni utili per intervenire con irrigazioni mirate o per prevenire malattie delle colture, evitando così danni al raccolto e spreco di risorse preziose. Inoltre grazie ai sensori installati nel laboratorio, alla videoanalisi 5G e alle reti neurali, il produttore può valutare i livelli di ph dell’impasto, monitorare da remoto il processo di lievitazione del pane e avvisare il panificatore dell’avvenuta lievitazione al momento corretto, quando il prodotto è pronto per essere infornato.

«La digitalizzazione dell’agricoltura e delle filiere del food – afferma Giorgio Migliarina, direttore di Vodafone Business – rappresenta un passo decisivo per promuovere maggiore efficienza, resilienza e sostenibilità per l’intero settore. Internet delle cosa, intelligenza artificiale e Blockchain offrono una grande opportunità per fornire ad agricoltori, distributori, retailers e ai consumatori finali una panoramica completa e trasparente sulle colture, sulla catena di approvvigionamento e sulla produzione. Questo progetto – conclude il manager – dimostra come si possa ora parlare di digitalizzazione e integrazioni a scala di tecnologie diverse in filiere molto frammentate e distribuite, come quelle dell’agricoltura e del food, che hanno una quota significativa di piccole e medie imprese che contribuiscono in modo sostanziale al Made in Italy».

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