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Coronavirus, Mario Draghi: "Agire subito, la risposta è l'aumento del debito pubblico"

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© SE Poligrafici(wf)|ANSA|c0ac23c71e39428503e25b5810c2d758

New York, 26 marzo 2020 - Nella guerra contro il Coronavirus, scende in campo anche Mario Draghi. E senza tentennamenti, in un'alnalisi dul Financial Times, dice:  "È già chiaro che la risposta deve coinvolgere un significativo aumento del debito pubblico". Per l'ex presidente della Bce "la perdita di reddito del settore privato dovrà essere eventualmente assorbita, in tutto o in parte, dai bilanci dei governi. Livelli di debito pubblico più alti diventeranno una caratteristica permanente delle nostre economie e sarà accompagnata da una cancellazione del debito privato".

La velocità del deterioramento dei bilanci privati, causata da "uno shutdown che è inevitabile e opportuno" deve incontrare "un'uguale velocità nel dispiegare i bilanci dei governi, mobilitare le banche e, come europei, sostenerci uno con l'altro in quella che è evidentemente una causa comune", aggiunge Draghi definendo "coraggiose e necessarie" le misure prese dai governi per prevenire che il sistema sanitario sia sopraffatto. 

Si tratta di azioni che "vanno sostenute" anche se comportano un "alto e inevitabile costo economico. Giorno dopo giorno le notizie economiche peggiorano". "È l'appropriato ruolo dello Stato quello di dispiegare il suo bilancio per proteggere i cittadini e l'economia contro choc di cui il settore privato non è responsabile e non può assorbire", aggiunge Draghi mettendo in evidenza che le "guerre sono state finanziate da aumenti del debito pubblico. Durante la prima guerra mondiale. In Italia e in Germania fra il 6 e il 15% delle spese di guerra in termini reali sono state finanziate con le tasse".

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