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Def, il parlamento dice sì al deficit al 2,4% del pil

Logo Italia Oggi Italia Oggi 11/10/2018 redazione Roma
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L'Aula del Senato ha approvato la risoluzione di maggioranza che autorizza il governo allo scostamento del deficit programmato. Il testo ha ottenuto 165 voti favorevoli, 107 contrari e 5 astenuti. E anche la camera ha detto 331 sì e 191 no. L'ex ministro dell'Economia, Piercarlo Padoan ha commentato: "Non si capisce come il reddito di cittadinanza, meccanismo per me ancora misterioso, possa creare crescita stabile e duratura".Secondo quanto indicato dalla nota di aggiornamento al def il deficit salirà al 2,4% nel 2019, per poi scendere al 2,1% nel 2020 e all'1,8% nel 2021. "La maggioranza giallo-verde impegna il governo a intervenire nella prossima legge di bilancio con le modifiche alla legge Fornero e in particolare sull'introduzione della cosiddetta quota 100 e con l'avvio del reddito di cittadinanza, della pensione di cittadinanza e la riforma dei centri per l'impiego", si legge nella risoluzione in cui la maggioranza impegna l'esecutivo anche all'introduzione della Flat tax al 15% per professionisti, artigiani e ditte individuali, oltre alla riduzione del carico fiscale per le pmi che resterebbero fuori dal nuovo regime forfettario.

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Il testo impegna il governo "ad ampliare la platea dei contribuenti a cui è concessa l'opzione del regime forfettario, mediante la previsione di una aliquota flat al 15% a cui anche i liberi professionisti, gli artigiani e le ditte individuali possano aderire in sostituzione del regime ordinario e, al contempo, a prevedere una riduzione del carico fiscale per quelle piccole e medie imprese che non potranno optare per il nuovo regime forfettario ampliato". Il testo impegna inoltre il governo a "prevedere una rimodulazione incisiva del sistema di tassazione riferita alle imprese che preveda innanzitutto la sostanziale riduzione dell'aliquota Ires di 9 punti percentuali (dall'attuale 24% al 15%) sugli utili reinvestiti in acquisto di macchinari e attrezzature innovative e nuove assunzioni", oltre a varare "un regime speciale per le nuove partite Iva e per le start up innovative promosse dai giovani under 35" e "misure di riduzione del cuneo fiscale correlata all'offerta di rapporti di lavoro stabili con i giovani più meritevoli".

Tra le altre misure, "l'estensione della cedolare secca agli affitti dei locali commerciali, a partire dai cosiddetti 'esercizi di vicinato'", il rifinanziamento del fondo di garanzia per le pmi e il varo di iniziative per la valorizzazione del made in Italy.  La risoluzione chiede poi che siano varati "incentivi per lo sviluppo di nuovi progetti impenditoriali sia in forma singola che aggregata, nonché ad individuare politiche industriali volte alla migliore valorizzazione del made in Italy". Il tutto, prosegue la risoluzione "fermo restando il rifinanziamento del fondo di garanzia delle piccole e medie imprese, strumento imprescindibile per sostenere l'accesso al credito delle realtà produttive di minori dimensioni".

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