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Diritti dei consumatori? Mai sentiti: multe per 9 milioni dall’Antitrust alle società telefoniche

Logo Business Insider Italia Business Insider Italia 09/08/2017 Andrea Sparaciari

Non se ne è salvata neanche una: l’Autorità Garante per la Concorrenza il 17 luglio scorso ha sanzionato per 9 milioni di euro complessivi le cinque principali compagnie telefoniche italiane. Sotto la scure dell’Agcm sono cadute: Telecom (2.000.000), Vodafone (1.900.000), Wind (2.100.000), Fastweb (2.000.000) e Tiscali (1.000.000). Per tutte, la condotta contestata (e poi sanzionata) è stata la medesima: “Aver adottato condotte illecite in violazione delle norme del Codice del Consumo di recepimento della consumer rights, nell’ambito della commercializzazione a distanza, online o al telefono, o fuori dei locali commerciali (presso gli stand ad esempio), di servizi di telefonia fissa e/o mobile”.

In poche parole, l’Agcm ha sanzionato il bruttissimo vizio delle big della telefonia di dare inizio all’esecuzione di un contratto appena sottoscritto – che fosse nuovo o riguardasse la migrazione da un operatore a un altro non importa -, saltando a piè pari il cosiddetto “periodo di ripensamento”, i 14 giorni nei quali il contratto resta pendente e il consumatore ha la piena facoltà di esercitare il diritto di recesso.

Secondo il Codice del Consumo, l’unica possibilità per un operatore di dare immediata esecuzione al nuovo contratto è ricevendo un’espressa richiesta in tal senso da parte del consumatore. Cosa che naturalmente le cinque compagnie si sono ben guardate di chiedere. Inoltre, gli operatori non avrebbero fornito nei loro contratti le informative previste per legge con le spiegazioni sui costi da sostenere qualora il consumatore avesse deciso di esercitare il proprio diritto di ripensamento.

Giovanni Pitruzzella presidente dell'Autorita' garante della concorrenza e del mercato, Antitrust. Maria Laura Antonelli / AGF: Diritti dei consumatori? Mai sentiti: multe per 9 milioni dall’Antitrust alle società telefoniche © Fornito da Business Insider Italia Diritti dei consumatori? Mai sentiti: multe per 9 milioni dall’Antitrust alle società telefoniche

In tutti e cinque i casi analizzati, l’Autorità ha accertato l’adozione da parte degli operatori di almeno tre condotte illecite in violazione dei requisiti informativi e formali fissati dalla disciplina:

  • a) l’assenza dell’informativa richiesta dal Codice del consumo, nel sito web e nelle condizioni generali di contratto, “sia in merito al regime dei costi praticato nel caso di esecuzione anticipata del contratto e di successivo recesso del consumatore, sia in merito alla circostanza che eventuali costi sono dovuti solo nel caso in cui l’anticipazione sia stata espressamente richiesta dal consumatore”.
  • b) la conclusione di contratti online, al telefono o fuori dei locali commerciali procedendo all’avvio delle c.d. procedure di “provisioning” di attivazione di una nuova linea fissa o di migrazione da altro operatore in assenza dell’autonoma richiesta esplicita del consumatore prevista dalla normativa e, in ogni caso, senza metterlo nella condizione di poter liberamente scegliere tale opzione e di poter concludere il contratto a distanza o fuori dei locali commerciali in assenza di tale volontà;
  • c) in caso di esercizio del diritto di ripensamento, l’addebito o la previsione di costi non dovuti in assenza della predetta informativa e/o della richiesta esplicita.

Non solo, nei confronti di alcuni operatori, cioè Tiscali, Wind e Fastweb, sono state accertate ulteriori condotte in violazione delle norme di “consumer rights”. Per quanto riguarda Tiscali, l’Autorità ha accertato la non conformità delle procedure di teleselling rispetto a quanto stabilito dalla disciplina. Nei confronti di Wind e Fastweb, è stata invece rilevata l’illiceità di condotte essenzialmente consistenti nel non far decorrere il termine per l’esercizio del diritto di ripensamento dalla proposta di concludere il contratto rivolta dai consumatori agli operatori.

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