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Ecco la trappola di quota 100

Logo Il Giornale Il Giornale 4 giorni fa Franco Grilli
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Quota 100 è alle porte. Il governo la prossima settimana dovrebbe presentare il decreto che di fatto segnerà il superamento della legge Fornero. Un decreto che sostanzialemnete accorcerà i tempi per l'uscita dal lavoro e si potrà andare in pensione già a 62 anni con 38 anni di contributi. Ma l'esecutivo e soprattutto i tecinici della Ragioneria dello Stato pongono molta attenzione sulla platea che potrebbe accedere al nuovo trattamento pensionistico. L'esecutivo spera che le richieste siano sotto le aspettative per evitare un esborso di cassa pesante con una valanga di pensionamenti in anticipo. E sul muro dei paletti della riforma potrebbero sbattere le donne. Hanno infatti un'anzianità contributiva ben lontana dai 38 anni fissati dalla riforma voluta dalla Lega. In media una donna si ferma a quota 25 anni.

E così il traguardo di Quota 100 sembra francamente irraggiungibile. L'unica via d'uscita per lasciare il lavoro in anticipo resta quella di opzione donna. Il sistema dovrebbe essere prorogato anche per il prossimo anno. Possono andare via le lavoratrici con una età di 58-59 anni con una anzianità contributiva, come ricorda ilSole 24 Ore, pari o superiore a 35 anni. In questo caso l'assegno però verrà calcolato interamente col sistema contributivo con una penalizzazione dell'assegno che può arrivare fino al 40 per cento. Infine per aggirare quota 100 è possibile utilizzare anche la pensione anticipata introdotta dalla Fornero. Per accedere a questa porta d'uscita le donne devono avera 41 anni e 10 mesi di anzianità contributiva a prescindere dall'età anagrafica. Insomma la strada per quota 100, per le donne, è tutta in salita.

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