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Energia, la Nigeria chiede 20 miliardi di tasse alle compagnie. Anche Eni nella lista

Logo La Repubblica La Repubblica 21/02/2019
Il terminal Bonny sul delta del fiume NIger dove opera Royal Dutch Shell © Fornito da La Repubblica Il terminal Bonny sul delta del fiume NIger dove opera Royal Dutch Shell

MILANO - Conto salatissimo per le compagnie straniere che operano in Nigeria. Il governo di Lagos ha chiesto a Royal Dutch Shell, Chevron, Exxon Mobil, Total, Equinor e all'italiana Eni 20 miliardi di dollari in relazione alle loro attività sul territorio operano sul suo territorio. A ciascuna delle compagnie - spiega la Reuters -  è stato intimato di pagare una cifra compresa tra i 2,5 e i 5 miliardi di dollari.

Nella lettera inviata dalla Nigerian National Petroleum Corp (NNPC) si fa riferimento a royalties e tasse straordinarie per la produzione di petrolio e gas. Ma all'origine della richiesta ci sarebbe una disputa tra governo centrale e amministrazioni locali nigeriane sulla distribuzione degli incassi derivanti dallo sfruttamento degli idrocarburi, con queste ultime che lamentano il mancato afflusso di risorse da Abuja.

La controversia è stata chiuso lo scorso anno con l'impegno del governo centrale a pagare a quelli periferici diversi miliardi di dollari, ora oggetto di richiesta. "Diversi operatori hanno ricevuto reclami simili in una controversia tra le autorità nigeriane e le autorità locali" ha commentato un portavoce di Equinor. Exxon, ha confermato un portavoce, "sta esaminando la questione" mentre le altre compagnie, inclusa Eni, non commentano.

Eni, confermato il sequestro degli impianti Versalis

Un'altra tegola per Eni, mentre oggi la sua controllata Versalis, ha confermato di avere ricevuto notifica da parte della procura di Siracusa di un provvedimento di sequestro preventivo degli impianti della società situati presso lo stabilimento industriale di priolo. La società - si legge in una nota -  "in attesa di analizzare le motivazioni del provvedimento, sta fornendo la massima collaborazione all'autorità giudiziaria e confida di poter dimostrare la correttezza del proprio operato in termini di sostenibilità ambientale delle proprie attività".

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