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Eni entra nell'Emirato di Ras Al Khaimah

Logo Milano Finanza Milano Finanza 20/04/2019 Francesca Gerosa
© Milano Finanza

Eni entra nell'Emirato di Ras Al Khaimah. Eni e Nishant Dighe, Chief Executive di RAK Petroleum Authority, alla presenza del sovrano dell'Emirato di Ras Al Khaimah, Sheikh Saud Bin Saqr Al Qasimi, hanno firmato oggi un Exploration e Production Sharing Agreement (EPSA), e il rispettivo Joint Operating Agreement, che sancisce l'assegnazione alla società guidata da Claudio Descalzi dei diritti di esplorazione del Blocco A, nell'offshore dell'Emirato.

Il Blocco A si estende su un'area di 2.412 km2 in acque profonde tra 10 e 90 metri. Eni sarà operatore con una quota del 90%, mentre la società di Stato RAK GAS sarà partner con una quota del 10%. L'ingresso nell'Emirato di Ras Al Khaimah rappresenta un ulteriore passo nel processo di posizionamento del colosso oil italiano in Medio Oriente e il radicamento negli Emirati Arabi Uniti, dove la società già opera ad Abu Dhabi e a Sharjah. In Medio Oriente Eni è, inoltre, presente in Oman, Libano, Iraq e Bahrein.

Il titolo Eni spunta un progresso dello 0,13% a 15,45 euro stamani in borsa. La società riporterà i risultati del primo trimestre 2019 il prossimo 24 aprile a mercato aperto. "Per il trimestre ci attendiamo un ebit in lieve miglioramento anno su anno, nonostante il calo dei prezzi del greggio: 63,1 dollari al barile nel primo trimestre di quest'anno rispetto ai 66,8 dollari al barile del primo trimestre 2018 grazie alla migliore redditività del business upstream e al cambio euro/dollaro più favorevole", affermano gli analisti di Equita.

Più nel dettaglio, nel primo trimestre di quest'anno la produzione upstream è vista a 1.845 kboed (-1% anno su anno); l'ebit adjusted a ?2,451 miliardi di euro (+3%) di cui nell'Esplorazione&Produzione ?2,307 miliardi, nel Gas&Ppwer ?300 milioni, nella Raffinazione&Marketing e nella Chimica -2 milioni; l'utile netto adjuest è visto a ?969 milioni (-1%); la posizione finanziaria netta a -?7,8 miliardi (-?8,3 miliardi nel quarto trimestre 2018).

"Confermiamo la raccomandazione buy e il target price a 20 euro sul titolo Eni", dicono a Equita. "Riteniamo che i miglioramenti di redditività organici e uno scenario inflattivo sui prezzi degli idrocarburi siano solo in parte scontati dal titolo. L'azione tratta a un multiplo prezzo/utile di 13 volte sul 2019 e di 10 volte sul 2020 in uno scenario di Brent, rispettivamente, a 65 dollari al barile nell'anno in corso e a 75 dollari al barile nel 2020".

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