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Ex Bredamenarini Bologna, Bonaccini al presidio della Fiom

Logo Quotidiano.Net Quotidiano.Net 05/12/2018 GABRIELE TASSI
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Bologna 5 dicembre 2018 - Sono sempre di più le perplessità sul futuro dell'ex Bredamenarini. Mentre dal Governo tutto tace, si allontana anche l'ipotesi di un ingresso di Ferrovie dello Stato nel cda dell'azienda meccanica, oggi 'Industria italiana autobus'. E' in un clima di grande incertezza che si è svolto lo sciopero indetto dall'rsu Fiom-Cgil, due giorni di volantinaggio (il 5 e 6 dicembre) in piazza Nettuno durante il quale si sono dati il cambio quasi tutti i 151 dipendenti dell'ex 'Breda': dal reparto verniciatura agli impiegati, dal magazzino prototipi fino agli ex meccanici.

La richiesta è semplice: un tavolo ministeriale, e un incontro con l'ipotetica compagnia societaria e, appunto, le ferrovie per avviare un nuovo piano industriale in grado di riportare le produzioni in fabbrica. “Se la situazione non si risolve in fretta dopo Natale il rischio è di non avere più i capitali sociali, perciò ho voluto dare solidarietà ai lavoratori - ha detto il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, intervenuto al presidio -. In questi mesi a garantire gli stipendi in particolare è stata la Regione, attraverso le aziende di trasporto pubblico che hanno anticipato risorse”. Tasto dolente quello degli stipendi, visto che nel mese di luglio i lavoratori avevano ricevuto solo il 70% del loro salario, e tutt'ora sono ancora in 'credito' di una mensilità.

Ma le risposta secondo Bonaccini deve arrivare dal Governo: “A fine novembre dal ministero avevano detto che mancava poco alla ricapitalizzazione e oggi ancora non sappiamo nulla”. E in effetti dallo scorso luglio poco è cambiato: la fabbrica deve far fronte a oltre un migliaio di commesse impossibili da terminare vista la mancanza di materiali, e la stessa cosa si verifica nello stabilimento di Flumeri (Avellino).

“Chi ha preso la Breda in questo momento la sta svuotando di futuro – ha commentato, Matteo Lepore, assessore alla Cultura-. Il governo ha promesso di nazionalizzarla ma al momento la situazione non sta migliorando e non sta mantenendo l'impegno preso. Se vogliamo fare di Bologna un centro per produzione autobus ecologici noi siamo pronti, la regione anche e università pure, serve però il passo del governo, un progetto concreto per mettere fine all’agonia che si ripete ogni mese”.

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