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I pensionati versano 55 miliardi di tasse. Invalidità, al Sud numeri più che doppi rispetto al Nord

Logo La Repubblica La Repubblica 05/12/2018
Tito Boeri, presidente dell'Inps © Fornito da La Repubblica Tito Boeri, presidente dell'Inps

MILANO - Al Sud le pensioni di invalidità rispetto al numero degli abitanti è più che doppio rispetto al Nord. E' uno degli elementi che emerge dal Rendiconto sociale dell'Inps, presentato oggi. Un documento che spiega come nel complesso il bacino dei pensionati contribuisca alle casse erariali versando 55 miliardi di Irpef.

Ma uno dei numeri destinati probabilmente a riaccendere polemiche è proprio quello sulle invalidità. Nel 2017 - si legge nel Rendiconto sociale - tali pensioni erano 932.289, con un calo del 3,3% rispetto al 2016 pari a 32.021 unità. Il rapporto di tale prestazione con la popolazione residente è, per ogni 100 abitanti, del 2,4 al Nord, del 3,2 nel Centro e del 6,7 nel Sud e Isole.

Nel complesso, tra il 2012 e il 2017 il numero di pensioni previdenziali in vigore è sceso del 3,9%, con una riduzione che riguarda in particolare gli ex lavoratori dipendenti privati ed autonomi. La fotografia del solo 2017 dice che i lavoratori assicurati all'Inps erano 22.523.260, con una crescita del 1,8 % rispetto al 2016 legata soprattutto al lavoro dipendente (+2,6%) mentre quello autonomo si è ridotto (-1,2%). Limitatamente al 2017, nella dinamica di incremento degli assicurati tra i lavoratori dipendenti - si legge - "va evidenziata la crescita di quelli privati, dovuta ai mutamenti delle politiche attive del lavoro ed alla ripresa dell'economia oltre che alla diminuzione di quelli pubblici dovuta al sostanziale blocco del turnover. L'analisi dell'articolazione settoriale degli assicurati, evidenzia nel 2017 una crescita del 3,7% pari a 458.293 unità di quelli impegnati nel lavoro dipendente privato, con l'esclusione dei lavoratori domestici e di quelli agricoli. Nel lavoro domestico si registra un calo del 1,8% pari a 13.000 unità e tra i dipendenti pubblici un calo dello 0,4% pari a 12.300 unità".

Le modifiche - di medio periodo - del sistema pensionistico emergono anche dalla crescita sostenuta per le pensioni di anzianità rispetto a quelle di vecchiaia per le donne, di nuovo nel lasso di tempo tra il 2012 e il 2017: nel periodo - anche grazie all'aumento rapido dell'età di vecchiaia per le donne (l'ultimo scalino che l'ha equiparate agli uomini si è avuto nel 2018) sono state liquidate 1.076.675 pensioni anticipate (417.314 alle donne e 659.361 agli uomini) con un rapporto donne/uomini passato dallo 0,41 iniziale a 0,57 alla fine del periodo. Se, nel 2012, in favore delle lavoratrici dipendenti sono state liquidate 2,69 pensioni di vecchiaia per ogni pensione di anzianità/anticipata; nel 2017 le pensioni anticipate hanno superato quelle di vecchiaia e il rapporto è sceso a 0,88.

L'anno scorso, i pensionati italiani hanno contribuito alle finanzze pubbliche con più di 55 miliardi di Irpef: "In Italia a differenza di altri paesi europei - si legge -  le prestazioni previdenziali sono sottoposte al prelievo Irpef, nella stessa misura di quanto previsto per tutti i redditi. L'importo complessivo del prelievo fiscale sulle prestazioni erogate dall'Inps ammonta a 55.008 milioni di euro, pari al 50% di quanto l'Istituto riceve dalla fiscalità generale" (110.466 milioni il totale delle spese a carico della fiscalità generale).

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