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I venti di guerra tengono sulle spine Wall Street

Logo Milano Finanza Milano Finanza 12/08/2017 Francesca Gerosa

Le tensioni geopolitiche in corso tra Stati Uniti e la Corea del Nord tengono sulle spine. Wall Street in lieve rialzo, indice Dow Jones +0,07%, rimbalzo più deciso del Nasdaq, +0,64%, dopo il -2,1% del giorno prima. In leggero calo i prezzi del petrolio. Mentre la Cina ha lanciato alla Corea del Nord e agli Usa un nuovo appello alla cautela, dopo i ripetuti scambi di minacce degli ultimi giorni, Trump ha alzato di nuovo il livello dello scontro verbale. "Le misure militari sono state allestite completamente e pronte a colpire se la Corea del Nord dovesse agire incautamente. Speriamo che Kim Jong-un trovi un'altra strada", ha scritto su Twitter il presidente Usa.

Anche la cancelliera tedesca, Angela Merkel, si è dichiarata contro una "soluzione militare" alla crisi con la Corea del Nord e ha condannato "l'escalation" nei toni tra Washington e Pyongyang. "Non vedo soluzioni militari per questo conflitto. La Germania parteciperà in maniera intensiva alla possibilità di risoluzione non militare. Considero l'escalation verbale come una risposta sbagliata", ha aggiunto.

I mercati azionari globali hanno perso quasi 1.000 miliardi di dollari da quando Trump ha dichiarato che, se la Corea del Nord continuerà con l'escalation della minaccia nucleare, la risposta americana sarà "fuoco e furia, come il mondo non ha mai visto". Gli indici azionari con quello americano S&P 500 e l'europeo Stoxx 600 si avviano a chiudere la peggiore settimana da novembre.

I venti di guerra hanno spostato il mercato in modalità risk-off e spinto gli investitori verso asset rifugio come lo yen, il franco svizzero e l'oro le cui quotazioni hanno raggiunto i massimi da nove settimane. Mentre il dollaro perde terreno sull'euro (cross a 1,18055) dopo che i prezzi al consumo negli Stati Uniti sono tornati a salire a luglio, ma a un passo lento, dopo il dato invariato di giugno. Secondo quanto reso noto dal dipartimento del Lavoro americano, l'indice dei prezzi al consumo è cresciuto dello 0,1%, mentre gli economisti si attendevano un aumento dello 0,2%.

I venti di guerra tengono sulle spine Wall Street © Milano Finanza I venti di guerra tengono sulle spine Wall Street

Anche il dato "core", ovvero quello depurato dalla componente dei prezzi dei beni alimentari ed energetici, è cresciuto dello 0,1%, meno del +0,2% atteso dagli esperti. Su base annuale, il dato generale è salito dell'1,7%, sotto il valore considerato ottimale dalla Federal Reserve, pari al 2%. Il dato "core" è cresciuto della stessa percentuale rispetto a un anno prima. Lo scorso mese, i prezzi dell'energia sono calati dello 0,1%, mentre quelli dei generi alimentari sono saliti dello 0,2%.

L'incremento inferiore alle attese dell'inflazione Usa potrebbe mettere a rischio un ulteriore rialzo dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve entro l'anno. E infatti stando ai future sui Fed Funds, le probabilità di una stretta entro dicembre sono al 44%; un mese fa erano al 59%. Certo che "il weekend si presenta molto rischioso per gli investitori, poiché le circostanze potrebbero aggravarsi proprio durante i giorni di chiusura dei mercati", ha commentato un trader.

Tra i singoli titoli Usa, Nvidia perde il 3,80% a 164,74 dollari dopo aver archiviato il trimestre con ricavi deludenti per quanto riguarda i business dei data center e dell'automotive. Anche Snap cade del 13,22% a 13,77 dollari a causa di risultati trimestrali inferiori alle previsioni. Diversi broker hanno tagliato i target price sull'azione, tra cui Barclays da 18 a 13 dollari (il rating resta equal weight).

Male pure J.C. Penney (-15,71% a 4,71 dollari) che ha chiuso il secondo trimestre con perdite che hanno superato le aspettative. La società ha riportato una perdita netta di 28 milioni di dollari (0,09 dollari per azione). Le vendite same-store sono scese dell'1,3%. La compagnia, tuttavia, ha confermato la guidance e previsto un agosto positivo e un miglioramento generale per la fine dell'anno. Jcp sta chiudendo alcuni punti vendita al dettaglio per cercare di ridurre i costi. Mentre Providence Service, che ha venduto la quota del 75% nella joint venture Mission Providence a Konekt per 17 milioni di dollari, sale dello 0,18% a quota 49,26 dollari.

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