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La mappa degli stipendi in Italia: retribuzioni più leggere nel 2018

Logo idealista idealista 08/11/2018 floriana Liuni
retribuzioni italia © idealista/news retribuzioni italia

Italia al nono posto, tra Francia e Spagna, come miglior livello di salari in Europa. Lo dicono i dati del Salary Outlook prodotto dall’Osservatorio semestrale JobPricing, relativi ai salari 2017, che fa una panoramica anche degli stipendi in Italia nel primo semestre del 2018.

Salari in Italia, 700 euro in meno nel 2018

Secondo il report di JobPricing, il reddito medio lordo in Italia nel 2017 era di 29.214 euro, oltre 700 euro in meno rispetto alla rilevazione di sei mesi fa che dava il nostro Paese a 30.642 euro. Situazione ben distante dagli oltre 63,6 mila del Lussemburgo, prima in classifica, che sei mesi fa si fermava a 56 mila euro. Distanza siderale anche dall’Irlanda, che se sei mesi fa percepiva in media 35,6 mila euro ponendosi solo un gradino sopra l’Italia, in questa rilevazione balza al secondo posto con oltre 47 mila euro di retribuzione annua. L’ottavo posto è invece preso dalla Francia, dove si guadagnano comunque 7 mila euro più che in Italia.

Al Nord si guadagna di più

Considerando la base nazionale, i dati JobPricing confermano che i lavoratori occupati nel Nord guadagnano in media 30,6 mila euro, di più rispetto ai lavoratori del Centro Italia (+7,2%), che si fermano a 28,5 mila, e soprattutto a quelli del Sud e Isole (+18%), la cui retribuzione annua lorda è di poco meno di 26 mila euro.

Differenze salariali e trend degli stipendi

Quale il trend degli stipendi? Guardando i dati Istat, JobPricing rileva che circa il 95% della forza lavoro italiana è costituita di operai e impiegati. I dati raccolti, relativi al primo semestre 2018, evidenziano che un lavoratore dipendente in Italia ha percepito una retribuzione annua lorda media di 29.358 euro. Analizzando le varie categorie contrattuali, i dirigenti (l’1,3% del totale) si sono attesati in media a 100.866 euro lordi, i quadri a 54.023, costituendo il 4,4% del totale, gli impiegati a 30.791 e gli operai a 24.871.

Su 13 mensilità di stipendio, un operaio guadagna mediamente 1.475 euro netti al mese, un impiegato 1.680 euro, un quadro 2.625 euro e un dirigente 4.504 euro.

Se nel 2017 si era registrata una crescita delle retribuzioni dello 0,2%, nei primi sei mesi del 2018 si parla di una frenata dello 0,1% (ma di un aumento del 2,4% rispetto al 2014). Il calo più significativo è per le retribuzioni dei dirigenti, che scendono dello 0,9%, ma per quanto riguarda le altre si registra una situazione sostanzialmente immutata.

Potere d'acquisto: nel 2018 sale per gli operai, scende per i dirigenti

Quanto al potere d’acquisto degli italiani, considerato che dal 2017 si è interrotta la fase di deflazione e nel primo semestre 2018 l’aumento dei prezzi è stato dello 0,8%, ne deriva una riduzione del potere di acquisto dei salari, che invece sono in lieve calo.

Tuttavia, secondo JobPricing, tale riduzione viene compensata dalla crescita delle retribuzioni globali che fa sì che in media il potere d’acquisto non sia variato. Analizzando le singole categorie contrattuali, vediamo anzi che gli operai, che negli ultimi quattro anni hanno visto un aumento della retribuzione globale del 9,1% contro una inflazione dell’1,9%, hanno beneficiato di un significativo aumento del potere d’acquisto negli ultimi quattro anni. I dirigenti, al contrario, subiscono una contrazione del potere d'acquisto, già evidenziata dal calo retributivo; a metà si posizionano impiegati e quadri, il cui potere d'acquisto è aumentato di circa 3 punti percentuali nella somma degli ultimi 4 anni e mezzo.

I mestieri con salari in crescita

Quali sono infine i mestieri con salari in crescita? Secondo JobPricing, Tessile, abbigliamento e accessori sarebbe al primo posto con un trend positivo del 2,8% annuo; segue il settore automotive, con un +2,7%, e la moda e lusso, +2%. Male invece giornali e web, in calo del 2%, così come l’aeronautica e il turismo, con cali dello 0,8-1,5%.

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