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Libia, Conte: "Auspichiamo il cessate il fuoco immediato"

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Al vicepremier Al Thani "ho ribadito la nostra forte preoccupazione per questa deriva militare" in Libia, non riteniamo che questa possa essere la soluzione. Auspichiamo un cessate il fuoco immediato e il ritiro delle forze del Lna": così il premier Giuseppe Conte nelle dichiarazioni alla stampa dopo il bilaterale con il vicepremier qatarino Mohammed al Thani.

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"Si conferma in queste ore che, chi pensava che un'opzione militare potesse favorire una soluzione alla stabilità della Libia, viene smentito. Le soluzioni di forza affidate all'uso delle armi non portano mai a soluzioni sostenibile. Il dialogo politico si rivela ancora una volta l'unica opzione sostenibile", ha detto ancora Conte. "Dobbiamo scongiurare una crisi umanitaria che potrebbe preannunciarsi devastante non solo per le ricadute sull'Italia e dell'Ue ma nell'interesse delle stesse popolazioni libiche", ha detto ancora Conte. "Stiamo sempre seguendo l'evoluzione in Libia, oggi è una giornata molto impegnativa, siamo preoccupati, dobbiamo assolutamente scongiurare che possa proseguire questo conflitto armato. Abbiamo una precisa strategia, vogliamo una soluzione politica, farò di tutto perché tutti gli attori libici, ivi compresi gli esponenti della comunità internazionale, lavorino con noi per una soluzione pacifica", aveva detto il presidente del Consiglio in mattinata a Campobasso per un incontro sul Contratto istituzionale di sviluppo.

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In mattinata , con un'intervista rilasciata all'inviato del Corriere della Sera a Tripoli. il premier libico Fayez al Sarraj, aveva lanciato un appello all'Italia e alla Comunità internazionale: "Fate presto, il peggioramento della situazione in Libia potrebbe spingere "800mila migranti e libici a invadere l'Italia e l'Europa". E in questo enorme numero di migranti ci sono anche criminali e soprattutto jihadisti legati all'Isis". Al momento sono almeno 147 i morti e 614 i feriti, secondo l'Organizzazione mondiale della sanità, dell'offensiva di Khalifa Haftar contro Tripoli lanciata il 4 aprile scorso. Gli scontri hanno prodotto almeno 18mila sfollati, secondo le stime dell'Onu.

La ministra della difesa Elisabetta Trenta, scontrandosi con il vicepremier Salvini, ha evidenziato il vero problema per l'Italia: "In caso di una nuova guerra non avremmo migranti ma rifugiati. E i rifugiati si accolgono. Chi dice che pensa al possibile attacco in Libia per risolvere il problema dei migranti sta facendo un errore enorme", ha detto la Trenta aggiungendo che "le conseguenze in termini di destabilizzazione ricadrebbero soprattutto sull'Italia". Poi: "Il pericolo che possano aumentare gli sbarchi è assoluto, è vero. Dobbiamo portare l'Europa dalla nostra parte, va trovata una soluzione europea". 

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