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Niente appalto per gli evasori, inglobate incluse

Logo Italia Oggi Italia Oggi 04/09/2018 di Dario Ferrara
© ItaliaOggi

L'impresa perde l'appalto perché la società che ha incorporato non era in regola con i tributi al momento in cui risulta presentata la domanda per partecipare alla gara. E ciò anche se, per ipotesi, in seguito ha ottenuto di poter pagare a rate all'erario il debito della compagine inglobata. Da una parte la società che procede alla fusione per incorporazione subentra in tutti gli obblighi dell'altra società che partecipa all'operazione. E dall'altra l'autorità nazionale anticorruzione ha escluso che il requisito della regolarità fiscale posso essere acquisito con il soccorso istruttorio quando è già in corso la procedura di selezione per l'affidamento dell'appalto. È quanto emerge dalla sentenza 8011/18, pubblicata dalla sezione seconda-ter del Tar Lazio.

Soggetto composito. Casca male, l'impresa: si era assicurata l'appalto di servizio per l'ex Equitalia, ma scatta la revoca dell'aggiudicazione perché l'Ader, l'attuale Agenzia delle entrate riscossione, non può consentire che a curare la manutenzione sia una società che ha pendenze con l'erario, per quanto dovute alla compagine incorporata. Si applica infatti l'articolo 2504-bis, primo comma, cc: la società che ingloba non è un successore universale ma neppure un soggetto altro e dunque le compagini partecipanti all'operazione proseguono la loro esistenza nel soggetto composito. Insomma: l'incorporante subentrata nella titolarità delle posizioni giuridiche soggettive facenti capo all'incorporata.

Par condicio. Per i debiti col fisco non risulta possibile una regolarizzazione postuma rispetto alla presentazione delle offerte perché sarebbe contro il principio della par condicio e autoresponsabilità dei concorrenti. I requisiti per partecipare alla gara, precisa l'Anac, devono essere mantenuti fino all'aggiudicazione dell'appalto senza che sia possibile strumentalizzare il soccorso istruttorio in corso d'opera. La domanda di pagare a rate il debito con il fisco deve essere stata accettata prima della presentazione dell'offerta affinché l'impresa possa partecipare alla procedura. Nella specie la società avrebbe dovuto segnalare la carenza del requisito e sarebbe stata esclusa.

Dichiarazione in veritiera. In ogni caso l'estromissione sarebbe comunque scattata perché l'impresa aggiudicataria ha reso una dichiarazione non veritiera rispetto ai presupposti per partecipare alla gara secondo quanto dispone l'articolo 80 comma 5 lettera f bis) del codice dei contratti pubblici, come introdotto dal decreto legislativo 56/2017: il dlgs correttivo al codice appalti risulta applicabile in questo caso perché «l'avviso di indagine di mercato» risale al 12 luglio 2017. All'ormai ex aggiudicataria non resta che pagare le spese di giudizio.

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