Stai usando una versione precedente del browser. Usa una versione supportata per vivere al meglio l'esperienza su MSN.

Piazza Affari sempre più «green»: il 53% delle quotate considera il climate change

Logo Il Sole 24 Ore Il Sole 24 Ore 25/11/2021
© Fornito da Il Sole 24 Ore

Continua a crescere l’attenzione per il tema cambiamento climatico: il 53% delle relazioni finanziarie del 2020 delle società quotate sul Mercato Telematico Azionario (MTA) ha prodotto un’informativa sul clima. Un significativo +11% rispetto al 2019 e un dato che conferma l’accelerazione dell’attenzione al tema del cambiamento climatico. Lo rivela il report Climate Change che analizza la rilevanza del cambiamento climatico nei bilanci delle società di Piazza Affari. .«In linea con il trend già emerso nel 2019 - spiega Stefano Dell’Orto, amministratore aelegato di Audit & Assurance Deloitte - osserviamo una crescente diffusione dell’informativa fornita nelle Relazioni finanziarie annuali 2020 delle società quotate e una maggiore consapevolezza del fatto che le tematiche legate al cambiamento climatico non possono essere confinate al solo contesto della Dichiarazione Non Finanziaria».

L’analisi di Deloitte è stata condotta con riferimento alle Relazioni Finanziarie Annuali relative all’esercizio 2020 pubblicate dalle società quotate sul Mercato Telematico Azionario (MTA) gestito e regolamentato da Borsa Italiana e ha riguardato i bilanci di 220 società sulle 239 società quotate su tale mercato. Le società analizzate sono state classificate secondo un criterio settoriale: utilizzando i cluster di Borsa Italiana, ogni società è stata identificata all’interno del macro-settore e del settore specifico di appartenenza. Analizzando questi 220 bilanci, emerge che il 53% delle relazioni finanziarie esaminate, relative a 116 entità, contiene informativa in merito al cambiamento climatico con livelli di dettaglio molto diversificati. Il trend è in crescita rispetto al 2019, in cui solo il 42% delle relazioni finanziarie annuali includeva riferimenti espliciti al tema del cambiamento climatico. Tuttavia, rimane un significativo numero di società che non affronta questo aspetto nella Relazione finanziaria annuale: il 47% delle relazioni finanziarie 2020, infatti, non include alcun riferimento al tema.


Video: Cambiamenti climatici: l'acqua alta a Venezia è "ormai un fatto quotidiano" (Euronews)

Inoltre, il livello di dettaglio delle informazioni fornite differisce significativamente: 36 delle 116 relazioni finanziarie annuali che trattano il cambiamento climatico menzionano il tema come fattore puramente di contesto e di mercato, non declinato rispetto alla realtà aziendale e al relativo quadro strategico e senza individuazione di rischi e di opportunità correlati. Invece, 80 delle 116 relazioni finanziarie annuali, pari al 36% dell’intero campione, affrontano, seppur con livelli di dettaglio significativamente differenti, il cambiamento climatico quale fattore critico della realtà aziendale, declinando le considerazioni nell’ambito della relativa strategia di gestione e identificando i rischi e le opportunità correlati. «L’analisi ha complessivamente messo in luce una crescente consapevolezza rispetto alla tematica del cambiamento climatico e ai suoi impatti sul bilancio, in continuità con il percorso virtuoso tracciato già con i bilanci 2019», commenta Franco Amelio, Sustainability Leader di Deloitte Italia.

Circa il 36% delle società industriali (62 società su 169) ha fornito informativa nel corpo della Relazione finanziaria annuale in merito al rischio correlato al cambiamento climatico, come hanno fatto 18 società su 51 operanti nell’ambito dei servizi finanziari. Il dato diventa viceversa disomogeneo se letto in una prospettiva settoriale. «L’esposizione dei singoli settori ai rischi derivanti dal cambiamento climatico è, allo stato, un driver oggettivo fondamentale per l’estensione e la qualità dell’informativa fornita», evidenzia Massimiliano Semprini, Ifrs Leader di Deloitte Italia. «L’appartenenza a settori identificabili con maggiore esposizione a tali rischi, come quelli dell’energia e delle utility, influenza in maniera significativa non solo la strategia comunicativa, ma anche la portata e il contenuto dell’informativa nel contesto delle Relazioni finanziarie annuali», conclude Semprini.

Scegli tu!
Scegli tu!

Altro da Il Sole 24 Ore

image beaconimage beaconimage beacon