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Taglio alle pensioni sopra i 2.100 euro ed extraprofitti: i fondi per la manovra

Logo La Repubblica La Repubblica 23/11/2022 di Giuseppe Colombo, Valentina Conte
© Fornito da La Repubblica

ROMA - Le promesse della campagna elettorale si sono rimpicciolite, ma comunque costano. Il conto inserito dal governo nella legge di bilancio è di 14 miliardi. Sono soldi che vanno trovati da qualche parte, considerando che la manovra da 35 miliardi deve impiegare tutti i 21,2 liberati dall’aumento del deficit per le misure contro il caro bollette. Chi pagherà dunque il conto delle flat tax, ma anche di Quota 103 per le pensioni e del pacchetto per la famiglia? La platea è variegata: comprende i pensionati con assegni da 2.100 euro in su, le società energetiche, i beneficiari del Reddito di cittadinanza che sono occupabili. Ma non basta ancora. Per questo il governo deve ricorrere a una serie di mini tasse, dalle sigarette alle criptovalute. Di solito lo fanno i partiti durante l’iter parlamentare, per portare a casa qualche risorsa in più, questa volta la manovra arriverà alla Camera già con i balzelli.

Il testo della bozza della Legge di bilancio

I numeri delle coperture della manovra sono contenuti nel Dpb, il Documento programmatico di bilancio che in queste ore sarà inviato a Bruxelles per comunicare le poste. Al Tesoro si è lavorato fino a tarda sera per chiudere le tabelle. La revisione tecnica ha riguardato in particolare la tassa sugli extraprofitti. Meglio, le tasse. Come si legge nella bozza della manovra, infatti, sarà ampliata quella attuale, dal 25% al 35%, e arriverà un nuovo contributo di solidarietà temporaneo, al 33%. In tutto il governo stima di ricavarne 4-6 miliardi, ma la questione è se questi soldi entreranno in cassa. Un dubbio lecito considerando che fino ad ora l’incasso è stato molto inferiore alle attese. Alcune società non hanno pagato e hanno fatto ricorso contro lo schema deciso dal governo Draghi.

Per questo cambierà la base imponibile su cui calcolare le somme da tassare: si passerà a un calcolo sugli utili, come indicato dalla Commissione europea, e questo schema, spiegano fonti di governo, di fatto eviterà nuovi contenziosi e permetterà così di aumentare il gettito. La maggiorazione della tassa già in vigore, invece, sarà retroattiva e servirà ad alzare l’incasso del 2022. A fine novembre si capirà l’entità del saldo, ma le previsioni guardano al pessimismo: il totale, tra prima e seconda rata, sarà circa la metà rispetto ai 10,5 miliardi stimati dal governo precedente.

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Nella lista delle coperture figurano anche risparmi di spesa, la rivalutazione di beni e partecipazioni delle aziende, misure fiscali, ma dopo gli extraprofitti sono le pensioni il bacino più consistente. Cambia ancora il metodo di calcolo per rivalutare gli assegni all’inflazione. Il prossimo anno si torna alle “fasce di Letta” abbandonando i più favorevoli “scaglioni di Prodi”, ripristinati dal governo Draghi. Questo consente al governo di recuperare 2,1 miliardi per finanziare la manovra. In altri termini, per tutte le pensioni fino a quattro volte il minimo, ovvero 2.100 euro lordi al mese, non cambia nulla: nel 2023 recuperano tutta l’inflazione, fissata da un decreto del ministero dell’Economia al 7,3%. Sopra quel livello l’adeguamento al caro vita non è del 100%, ma cala in cinque scalini: 80%, 55%, 50%, 40% e 35%.

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Quel che conta è il sistema calcolo: non progressivo, per scaglioni, come l’Irpef (ad ogni porzione del reddito si applica un’aliquota diversa), ma a fascia, cioè con un’aliquota unica applicata a tutto l’importo. Quindi per fare un esempio, citato dalla premier Meloni, una pensione da 5 mila euro lordi sarà rivalutata del 2,6% anziché del 7,3%, recuperando poco più di un terzo dell’inflazione: 130 euro lordi al mese anziché 318 euro, 1.690 euro nel 2023 al posto di 4.134, quasi il 60% in meno. I soldi recuperati da questo taglio degli assegni previdenziali servono anche per finanziare Quota 103, Opzione Donna, Ape sociale. E l’aumento per 2 milioni di pensioni minime per due anni: nel 2023 passano a 570 euro al mese, nel 2024 a 580 euro al mese.

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