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Tav, pubblicata analisi costi-benefici: «Opera bocciata, perdite per 7 miliardi». Toninelli: dati impietosi

Logo Corriere della Sera Corriere della Sera 12/02/2019 Christian Benna
© Fornito da RCS MediaGroup S.p.A.

È stato pubblicato sul sito del ministero delle Infrastrutture lo studio che boccia la Torino-Lione. Più costi che benefici per 7 miliardi secondo la task force guidata da Marco Ponti su incarico del ministro Danilo Toninelli. Oltre Ponti, la commissione era formata Paolo Beria, Alfredo Drufuca, Riccardo Parolin e Francesco Ramella. Secondo il titolare ai Trasporti «i dati sono impietosi ma non è una valutazione negativa contro la Francia o l’Unione europea. Decisione finale ora spetta al governo».

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L’analisi giuridica

Pubblicata anche l’analisi giuridica. Secondo i tecnici, i contenziosi in caso di rinuncia alla Tav ammonterebbero fino al 30% dei costi quantificati. Nell’analisi giuridica curata dall’Avvocatura dello Stato si legge che i «molteplici profili evidenziati non consentono di determinare in modo netto i costi in caso di scioglimento» degli accordi.

Tav si Tav no, Tap sì Tap no e così via...

Merci bilancio in rosso ma benefici per i passeggeri

Merci in profondo rosso, secondo l’analisi, però ci sarebbero benefici per i passeggeri. In particolare, se il servizio merci sui binari viaggerebbe in rosso, con un effetto negativo pari a 463 milioni di euro, invece per la linea passeggeri ci sarebbe un beneficio di 1,3 miliardi di euro. 

Il ministro Toninelli: «Decisione finale spetta al governo»

«Come ciascuno adesso può vedere da sé, i numeri dell’analisi economica e trasportistica sono estremamente negativi, direi impietosi» è il commento del ministro Toninelli. «La valutazione negativa della Torino-Lione che emerge dall’analisi, voglio dirlo in modo chiaro, non è contro la Ue o contro la Francia. E la decisione finale, come è naturale che sia, spetta ora al governo stesso nella sua piena collegialità».

Chi sono i componenti della task force che ha firmato l’analisi

L’analisi costi-benefici è stata firmata da 5 dei 6 esperti nominati da Toninelli. Pierluigi Coppola è l’esperto della struttura tecnica del Mit (nominato già dall’ex ministro Delrio) che ha votato no alle conclusioni dell’analisi ritirando la sua firma in calce all’analisi. Rimane invece compatto il gruppo di lavoro legato a Marco Ponti. L’ex professore del Politecnico di Milano, da sempre molto severo sulla Tav, ha riunito attorno a sé esperti di fiducia. Come Paolo Beria, anch’egli docenti di trasporti al Polimi, Alfredo Dufruca ingegnere milanese che si occupa di mobilità urbana, Riccardo Parolin esperto di trasporti e partner di Ponti nella società di Tnr di Marco Ponti, e Francesco Ramella, docente di economia dei trasporti all’Università di Torino.

Le penali e i rimborsi 

Basso il valore delle penali: da un minimo di 16 fino a un massimo di 81 milioni di euro. E in caso di rivalsa della Francia per i costi sin qui sostenuti si stima un esborso massimo, a carico dell’Italia, di 400 milioni di euro. In caso di scioglimento del progetto della Tav il costo massimo tra penali e rimborsi potrebbe raggiungere i 4,2 miliardi. È quanto è possibile determinare sommando i vari importi contenuti nella Relazione tecnico giuridica collegata all’analisi costi benefici della Tav. Molti sono importi massimi «difficilmente raggiungibili». Tanto che nella relazione si spiega che «i molteplici profili evidenziati non consentono di determinare in maniera netta i costi in caso di scioglimento».

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Il commissario Foietta lascia l’ufficio a Torino: «Una truffa»

Intanto, proprio stamattina, martedì, il commissario di governo per la Torino-Lione, Paolo Foietta, sta lasciando i locali di via Sacchi a Torino. Palazzo Chigi ha inviato una lettera ai dipendenti dell’ente guidato da Foietta per comunicare che venerdì 15 febbraio termina l’operatività della struttura. In quel giorno il commissario di governo per la Tav dovrà lasciare anche l’incarico di presidente dell’Osservatorio Torino Lione. «Un atto gravissimo, di pura maleducazione istituzionale - dice Foietta - Neanche in Venezuela succedono cose del genere. Io non ho ricevuto alcuna comunicazione. Sono stati avvertiti solo i dipendenti. Che venerdì dovranno sloggiare». «Mi riservo di vedere nel dettaglio i numeri, ma dalle prime indicazioni mi sembra che dalla farsa si è passati alla truffa» dice Foietta. «È una analisi truffa realizzata per far quadrare i conti in base a quello che vuole il padrone. I costi sono ampiamente gonfiati, mentre c’è una enorme sottovalutazione dei benefici ambientali e sociali».


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