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Troppe truffe su Bitcoin&Co. Consob si muove per una legge italiana

Logo La Repubblica La Repubblica 19/03/2019 di ANDREA GRECO
© Fornito da La Repubblica

MILANO - Come potrebbe essere e funzionare un mercato italiano delle cripto-attività? Consob prova a immaginarselo e invia un documento di discussione a risparmiatori, operatori, istituzioni, per creare i ponti e le garanzie utili a far rientrare nelle prassi dei mercati regolamentati una forma di investimento opaca fino - spesso - alla truffa. In attesa che l'Europa condivida orientamenti in materia (sono aperti gruppi di lavoro nelle organizzazioni Esma e Iosco, e un piano Fintech 2018 di Bruxelles che incentiva queste modalità di raccolta fondi), l'autorità italiana pone le premesse verso una normativa sul tema, che esiste già in piccole e attrattive piazze finanziarie come Svizzera e Malta, mentre tra i paesi grandi inizia a muoversi la Francia.

Cosa sono le Ico e quali sono i loro rischi

Le Initial coin offerings (Ico, che riprende l'acronimo Ipo legato alle offerte azionarie) rappresentano una nuova modalità per finanziare progetti imprenditoriali con emissione e successiva offerta al pubblico di token generati con la Distributed ledger technology (Dlt). E', questa, una stringa digitale di dati che registra cronologia e transazioni su nodi decentralizzati, un po' come la blockchain su cui si basa il Bitcoin. Uno dei problemi riguarda il fatto che i token non sono qualificabili come "strumenti finanziari", ma possono diventarlo a certe condizioni. Oltre a token e stringhe, le altre due caratteristiche delle Ico sono la promozion tramite il web, scavalcando i confini territoriali sul lato dell'offerta e della domanda, e la mancanza di prospetti informativi, sostituiti da informazioni sintetiche nei cosiddetti white-paper. Tutte caratteristiche che aumentano la rischiosità di questi investimenti: oltre al fatto che spesso la complessità legata a processi tecnologici oscuri e intangibili viene sfruttata dai malintenzionati. Secondo un'analisi pubblicata a gennaio dall'Esma, l'organizzazione delle authority di mercato europea, circa due terzi delle Initial coin offerings sono semplicemente truffe. 

Il commissario Ciocca: "Mettiamo i pilastri verso una nuova norma"

Il documento di 14 pagine con cui la Consob avvia la discussione con gli altri attori si divide in quattro parti tematiche: descrizione del fenomeno, aspetti giuridici, disciplina delle piattaforme per offrire cripto-attività, sistemi di scambio e negoziazione. "Con questa iniziativa autonoma Consob vuol mettere i pilastri di una materia di grande attualità e destinata a crescere di importanza - ha detto il commissario dell'authority Paolo Ciocca -. Vorremmo creare le premesse per una nuova norma, sia perché vediamo che in questa nicchia c'è movimento, sia perché vediamo forme di abuso, di patologia che supera la fisiologia". Negli ultimi anni Consob ha  accentuato l'attività di vigilanza in questo ambito, dotandosi anche di una sezione "Occhio alle truffe!" sul suo sito. Solo nei primi due mesi del 2019 la Commissione ha adottato 22 provvedimenti contro 34 siti internet e 3 pagine Facebook che offrivano prodotti finanziari o servizi di investimento senza autorizzazione, con rendimenti promessi fino al 120% annuo, e quasi sempre sede in paradisi giuridici esotici del Pacifico o dei Caraibi. Il documento pone anche 15 domande specifiche, e a metà aprile l'authority organizzerà un momento pubblico di confronto sulle osservazioni dei partecipanti al mercato. "Siamo all'alba di una discussione - ha aggiunto Ciocca - quando il documento sarà pronto lo daremo anche al governo: non mi stupirei che ci fossero dei ragionamenti, e un nostro coinvolgimento in un gruppo di lavoro".

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