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La Commissione europea contro Amazon

Logo Italia Oggi Italia Oggi 04/10/2017

L'Unione europea ordina al Lussemburgo il recupero di tasse non pagate da Amazon. La notizia, rivelata dal Financial Times, riguarda l'operazione contro l'evasione fiscale dalle grandi multinazionali attuata da parte della Commissione Europea. Iniziata meno di tre anni fa, l'inchiesta della Commissione ha riscontrato che il rivenditore americano ha beneficiato di un accordo fiscale privilegiato che ha concesso quasi un decennio di sostegno statale illegale da parte del Lussemburgo, paese base per le operazioni europee del sito di vendite online, evadendo circa 400 milioni di euro. L'ordine di pagamento potrebbe aumentare le tensioni tra Washington e Bruxelles, in un momento in cui la Casa Bianca apre alle riforme fiscali per il rimpatrio dei capitali negli Stati Uniti da parte delle multinazionali. L'anno scorso la decisione presa dalla commissione in merito ad Apple ha già causato forti reazioni dalla politica statunitense. Margrethe Vestager, alla commissione per la concorrenza dell'Ue, presenterà appello contro l'accordo fiscale che ha consentito la riduzione impropria dei profitti dell'impresa pagando delle royalties infragruppo. Al centro del caso Amazon, infatti, è il progetto Goldcrest del 2004, il cui scopo era la riorganizzazione delle attività europee dell'azienda, spostando la proprietà intellettuale di software e dati dei clienti in una società tax free. L'accordo tra Lussemburgo ad Amazon ha introdotto un efficace limite sui profitti tassabili in Lussemburgo, che dal punto di vista Bruxelles ha conferito ad Amazon un vantaggio illegittimo rispetto ai concorrenti. Un'analisi del Financial Times sui conti di Amazon nel Lussemburgo mostra che nell'ultimo decennio i siti amazon nell'Unione Europea hanno pagato in totale circa 4 miliardi di dollari in royalties per utilizzare il nome e il know-how di Amazon. Nello stesso periodo, le operazioni europee di Amazon hanno registrato un utile complessivo di 11 milioni di euro con fatturato totale di circa 60 miliardi di euro. Mentre Amazon ha inviato circa 1 miliardo di euro delle royalties agli Stati Uniti, dove sono state tassate, i rimanenti 3 miliardi di euro in Lussemburgo non venivano tassati. A marzo, un tribunale tributario statunitense ha deciso che Amazon necessiti di rivedere le sue figure europee, spostando parte dei compensi in altri paesi. La mossa della Commissione su Amazon potrebbe creare imbarazzo per Jean-Claude Juncker, l'attuale presidente della Commissione, dato che lui ricopriva il ruolo di primo ministro del Lussemburgo nel periodo tra il 1995 e il 2013. Il caso contro Amazon è il quarto di 12 operazioni fiscali lanciate dalla commissione a partire dal 2013. Le decisioni sono state prese contro Apple in Irlanda, Starbucks nei Paesi Bassi, Amazon e Fiat in Lussemburgo, mentre l'amministrazione fiscale del Belgio è stata tenuta a recuperare le imposte da circa 35 aziende che hanno beneficiato di un regime illecito. I funzionari della Commissione, inoltre, stanno portando a termine le indagini riguardanti McDonald's, la catena di fast food. È in corso un'indagine sugli affari fiscali di Engie, la compagnia di fornitura energetica, in Lussemburgo.

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