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È morta Mariasilvia Spolato prima italiana a dichiararsi omosessuale

Logo La Repubblica La Repubblica 08/11/2018 di CRISTINA NADOTTI
Mariasilvia Spolato fotografata da Lorenzo Zambello © Fornito da La Repubblica Mariasilvia Spolato fotografata da Lorenzo Zambello

Era il 1972 quando Mariasilvia Spolato partecipò alla manifestazione femminista dell'8 marzo a Roma come donna-sandwich: esibiva con orgoglio un cartello con scritto "Liberazione omosessuale" e infrangeva un tabù, faceva scandalo. La prima donna italiana a dichiararsi lesbica è morta qualche giorno fa a Bolzano e il quotidiano l'Alto Adige, che ne ha appreso la notizia, ha contribuito a ricordare il ruolo fondamentale di Spolato sia per il movimento omosessuale, sia per quello femminista.

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Laureata con 110 e lode, docente di matematica, Mariasilvia Spolato pagò in prima persona la sua scelta coraggiosa. La sua fotografia con il cartello fu pubblicata dal settimanale Panorama e a causa delle sue lotte e della troppa visibilità ottenuta perse il suo lavoro di insegnante. Fu licenziata con lo stigma di "indegnità". Anche la famiglia la allontanò e finì a dormire per strada, spostandosi di città in città, finché arrivò a Bolzano. Qui, ricoverata in ospedale per una brutta infezione a una gamba, fu infine accolta prima in un rifugio Caritas e poi nella casa di riposo Villa Armonia, dove è morta il 31 ottobre scorso.

Lei, che aveva scritto un manuale di matematica sugli insiemi e libri sulla liberazione sessuale femminista, apprezzata negli interventi ai convegni dell'Udi, era conosciuta a Bolzano soltanto perché prima di trovare un riparo vagava per le strade della città, sempre alla ricerca di libri e giornali da raccogliere e da leggere.

Molti sottolineano ora l'inaccettabile oblio sceso sul ruolo e le vicende di Spolato, per la quale Bolzano si sta mobilitando per organizzare i funerali. Tra gli ultimi a incontrarla il fotografo Lorenzo Zambello, al quale si deve l'immagine pubblicata dal quotidiano L'Alto Adige.

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