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Agrigento «chiama» Gucci. La Valle dei templi pronta per la sfilata

Logo Corriere della Sera Corriere della Sera 16/02/2017 Maria Teresa Veneziani

Se Atene rifiuta, Agrigento si fa avanti. Il categorico no a Gucci da parte del ministero della Cultura greco alle sfilate nell’Acropoli, incoraggia il sindaco Lillo Firetto a offrire la Valle dei Templi. E, a scanso di equivoci, motiva la sua proposta: «Eventi riservati a pochi ospiti sono oggetto di un regolamento del Parco archeologico — afferma Firetto — e, in linea con le norme nazionali, sono stabiliti canoni e diritti di immagine. Penso che la Valle dei Templi, scelta per altri eventi privati di carattere internazionale, possa essere uno scenario anche più suggestivo dal punto di vista della qualità dell’immagine e della resa pubblicitaria».

© Fornito da Corriere della Sera

Patrimonio dell’Umanità

Come l’Acropoli di Atene anche l’area archeologica della Sicilia, caratterizzata da una serie di importanti templi dorici del periodo ellenico, è stata inserita nella lista dei patrimoni dell’umanità redatta dall’Unesco. «Il suggestivo e unico tesoro culturale ha appena vinto il Premio nazionale del Paesaggio e siamo candidati per l’Italia allo stesso premio del Consiglio d’Europa», sottolinea ancora il primo cittadino che un risultato l’ha già ottenuto: pubblicizzare il suo territorio . L’archeologia ad Agrigento, spiega, «non è statica, ma pulsa di vita, attraverso la creatività di uomini e donne, che nell’arte, nella poesia, nella letteratura, nella scienza, nelle attività produttive, con un carattere fortemente innovativo e nel rispetto dei luoghi, riescono a legare magicamente classicità e contemporaneità».

Un’opportunità per Gucci

«Per Agrigento e per Gucci — conclude Firetto — sarebbe un’opportunità. Il reciproco vantaggio è abbastanza ovvio; inoltre la nota casa di moda potrebbe rispettare il suo intendimento di realizzare una sfilata tra i templi greci, in un luogo magico. L’orgoglio verso il nostro passato si esprime ogni giorno in un paesaggio vivo e non imbalsamato, pronto ad accogliere tutto ciò che rappresenta la cultura contemporanea ad alti livelli, in Italia e nel mondo». Il messaggio chiaro è per il direttore del Museo dell’Acropoli greco, Dimitris Pantermalis. Del resto il sindaco sa di avere dalla sua parte il Ministro dei beni culturali Dario Franceschini. Lo ha detto chiaro: «Voglio aprire senza barriere ideologiche o snobistiche tutti i luoghi della bellezza italiana alla moda perché sono due pezzi dell’identità nazionale e questo dà carta bianca in più alla competitività della moda italiana».

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