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Barcone in avaria a largo della Libia, a bordo cento persone: "Tripoli non risponde"

Logo La Repubblica La Repubblica 20/01/2019
© Fornito da La Repubblica

Dramma senza fine nelle acque libiche. Un altro barcone con 100 persone a bordo è stato segnalato questa mattina da Alarm Phone, il sistema di allerta telefonico utilizzato per segnalare imbarcazioni in difficoltà, a 60 miglia al largo delle coste di Misurata. Il natante, che inizialmente non aveva chiesto aiuto, starebbe ora imbarcando acqua con le persone nel panico. A bordo potrebbero esserci morti, tra cui forse anche un bambino.

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"Rome e Malta ci hanno istruito di contattare la guardia costiera di Tripoli come autorità competente - scrivono su Twitter quelli di Alarm Phone - finora non abbiamo avuto alcuna risposta dalla Guardia costiera di Tripoli. Non possiamo nemmeno confermare che abbiano ricevuto il nostro messaggio. Stiamo chiamando tutti i numeri di telefono, finora senza successo".

Nei giorni scorsi ci sono stati 170 morti in due naufragi: uno è avvenuto nel mare di Alboran (53 morti) tra la Spagna e il Marocco, l'altro a largo della Libia, tra venerdì e sabato, dove sarebbero decedute 117 persone, secondo quanto raccontato da tre superstiti. "Il Mediterraneo deve essere un mare di pace, non una fossa comune", ha dichiarato proprio stamani la Presidente del Senato, Maria Elisabetta Casellati, durante la sua visita a Palermo. Le due tragedie hanno suscitato polemiche anche per l'effettiva capacità di gestione delle autorità libiche della propria zona Sar (Search and Rescue).

Al riguardo, gli attivisti di Sea Watch che ieri hanno messo in salvo 47 migranti, tra cui 8 minori non accompagnati, spiegano: "Siamo ancora in zona Sar ma nessuno si è assunto il coordinamento dell'operazione. Siamo stati rimandati ai libici che però non rispondono al telefono, non c'è modo di parlare con loro". Il meteo pare essere in peggioramento nelle prossime ore. "I ragazzi soccorsi sono in buona salute, ieri hanno ricevuto la prima assistenza medica".

Ma il ministro dell'Interno Matteo Salvini conferma la linea dura. "Io non sono stato, non sono e non sarò mai complice dei trafficanti di esseri umani, che con i loro guadagni investono in armi e droga - si legge in un post su Twitter - e delle Ong che non rispettano regole e ordini. Quanto a certi sindaci e governatori di Pd e sinistra anzichè denunciare la presunta violazione dei 'diritti dei clandestini', dovrebbero occuparsi del lavoro e del benessere dei loro cittadini, visto che sono gli italiani a pagare loro lo stipendio".

A rispondergli a stretto giro, però, è il senatore Gregorio De Falco: "Salvini manca di umanità, è un cinico. Non so se ci sarà una Norimberga, come dice Leoluca Orlando, ma un giudizio morale c'è comunque".  De Falco attacca anche il leader dei Cinque Stelle, che ha voluto la sua espulsione dal Movimento: "A Luigi Di Maio ricordo che noi abbiamo sempre detto 'nessuno rimanga indietro' e non abbiamo escluso da questo la povera gente o chi è naufrago".

Il vicepremier e ministro dello Sviluppo Economico questa mattina era a una manifestazione del M5s ad Avezzano e non si è sottratto alle domande sulle ultime stragi in mare. "Vedo molte lacrime di coccodrillo...", ha detto, riferendosi al presidente francese Emmanuel Macron. "Ci sono decine di stati africani in cui la Francia stampa una propria moneta, il franco delle colonie, e con quella moneta si finanzia il debito pubblico francese. Macron prima ci fa la morale e poi continua a finanziare il debito pubblico con i soldi con cui sfrutta i paesi africani. Il posto degli africani è l'Africa, non il fondo del mare".

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