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Come è andata la storia dei richiedenti asilo di Vicenza che vogliono Sky

Logo AGI AGI 10/08/2018
© Fornito da AGI - Agenzia Giornalistica Italia Spa

Ha fatto il giro del web in un attimo, com’è ormai tristemente consuetudine, la notizia, pubblicata dal Giornale di Vicenza, dei richiedenti asilo che si sarebbero presentati in Questura quando il centro culturale San Paolo gestito dalla cooperativa Cosep che li ospita gli avrebbe negato aria condizionata e abbonamento a Sky per seguire il campionato di calcio.

Notizia smentita per primo dal giornalista di Repubblica Fabio Butera tramite un post sul suo profilo Facebook che ha subito riscosso migliaia di condivisioni. Sia il Corriere della Sera che ilfattoquotidiano.it hanno sentito la Questura di Vicenza che ha confermato l’incontro del tutto pacifico avvenuto con quindici migranti, che sono stati rimandati alla Prefettura perché le richieste avanzate, riguardanti certificati di residenza e carta d’identità, non erano di loro competenza. Versione che la Prefettura conferma sottolineando che tra le richieste dei quindici non c’era alcun accenno né ad aria condizionata né ad abbonamenti a Sky.

L’argomento migranti negli ultimi mesi è un nervo scoperto che fa scattare immediatamente senza dare il tempo di riflettere così, a seguito di diverse testate nazionali, l’Europarlamentare vicentina nonché capogruppo della Lega al Parlamento Europeo Mara Bizzotto si sfoga così sul suo profilo Facebook: “I clandestini presunti profughi di Vicenza che protestano in Questura perché pretendono di avere SKY per vedere le partite di calcio, meritano di tornare in Africa di corsa. Questi personaggi, tutti richiedenti asilo politico da anni (alcuni hanno persino presentato ricorso in tribunale dopo che la loro domanda è stata bocciata), devono capire che la pacchia è veramente finita e che possono tranquillamente tornare a casa loro senza nessuna possibilità di rimettere piede in Italia. Altro che proteste e manifestazioni: questa gente, che è mantenuta dallo Stato con colazione, pranzo e cena gratis, che non lavora e che passa le giornate a bighellonare, va rimpatriata il prima possibile. Si è mai visto al mondo che chi scappa veramente dalla guerra protesti perché non vede le partite di calcio su Sky? Siamo seri: le sceneggiate di questi falsi profughi di Vicenza sono l’ennesima presa in giro verso milioni di italiani in difficoltà che non sanno come arrivare alla fine del mese e che mai si sognerebbero di protestare per avere l’abbonamento a Sky”.

Le fa eco l’assessora regionale al Lavoro della giunta Zaia, Elena Donazzan, che ha dichiara: “Il governo cambi radicalmente la gestione di questa gente, rimandandola a casa”.

Il giornale di Vicenza dalla sua parte difende il proprio lavoro pubblicando un articolo privo di firma che ribadisce la propria ricostruzione dei fatti: “La protesta è stata inscenata nel primo pomeriggio di lunedì, ma la notizia è trapelata solamente mercoledì. A presentarsi ai cancelli di viale Mazzini, attorno alle 14, è stato un gruppo formato soprattutto da stranieri di nazionalità nigeriana. I portavoce dei manifestanti sono stati ascoltati da un funzionario, dopodiché il gruppo è tornato al proprio alloggio. Dalla questura confermano questa ricostruzione. Si apprende inoltre che già la sera di venerdì 3 agosto la cooperativa aveva chiesto l'intervento della questura per tensioni al centro San Paolo. È stato quindi inviato personale in borghese per calmare gli animi, perché una parte dei migranti voleva occupare la strada. La situazione è stata monitorata e poi l'allarme è rientrato. Da quella data la questura è a conoscenza delle rivendicazioni di quel gruppo di migranti, comprese le richieste a proposito di un collegamento a Sky. I vertici della cooperativa nei giorni scorsi hanno inviato a prefettura e questura una relazione dettagliata sulle criticità all'interno della struttura”.

Nel frattempo il web continua a far girare il post di Butera che al momento supera le 5 mila condivisioni su Facebook, e dai profili di molti utenti si richiede a gran voce l’intervento dell’Ordine dei Giornalisti. Butera, a conclusione del post, racconta: “Ho pensato di sentire il collega del Giornale di Vicenza che ha scritto l'articolo, il quale mi ha detto di avere una sua fonte che non può rivelare. Alla domanda se si fosse premurato di sentire anche i protagonisti della vicenda (i richiedenti asilo) mi ha detto che non c'è stato tempo.” 

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