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Eboli, muore mentre gli abbattono la casa abusiva. La protesta arriva in Senato

Logo Corriere della Sera Corriere della Sera 19/06/2017 Claudio Del Frate

L’eterno fenomeno dell’abusivismo edilizio torna a occupare gli spazi della cronaca e della politica: a Eboli (Salerno) un uomo è morto mentre gli stavano abbattendo la casa costruita senza licenza; immediatamente un senatore di Ala, Ciro Falanga , ha annunciato le sue dimissioni per protesta sostenendo che gli abbattimenti avrebbero dovuto essere fermati. Ma la tentazione di lasciare al loro posto le case tirate su al di fuori della legge contagia anche la Sicilia: il sindaco neoeletto di Palma di Montechiaro (Agrigento) ha dichiarato di voler sospendere quanto prima gli abbattimenti di case e villette già dichiarate abusive.

«Non era un camorrista» e il senatore si dimette

© Fornito da RCS MediaGroup S.p.A.

L’episodio di Eboli è avvenuto nella mattina di lunedì; la costruzione sorgeva in una zona dove erano state individuate 12 case fuorilegge. Una di queste apparteneva a Salvatore Garofalo, un pensionato di 64 anni che viveva con un sussidio statale e aveva subito un trapianto di rene.. Erano appena iniziate le operazioni di recinzione del cantiere quando l’uomo ha accusato un malore: è stato stroncato da un infarto. «È un grande dolore per tutti noi. Abbiamo ereditato una situazione di abusivismo edilizio drammatico» ha detto il sindaco di Eboli Massimo Cariello. La tragedia ha fornito subito il “la” alle polemiche. «In quella casa l’uomo viveva con la moglie e tre nipotini, non era uno speculatore o un camorrista» ha incalzato il senatore di Ala Ciro Falanga. Il parlamentare ha minacciato di dimettersi se entro l’estate non verrà approvato un suo disegno di legge. «Il provvedimento avrebbe evitato questa tragedia — ha reso noto Falanga— ma è all’esame della commissione giustizia . Il M5S ne ha impedito la rapida approvazione «Non posso accettare — ha concluso Falanga - che nonostante il duro lavoro di anni nell’interesse di persone in difficoltà la gente inizi a morire a causa del mero calcolo parlamentare di qualche gruppo che fa dell’essere contro sempre e comunque la propria unica bandiera».

Gli «abusi per necessità»: il caso di Palma

Il testo in discussione introdurrebbe dei distinguo tra l’abusivismo tout court e il cosiddetto «abusivismo per necessità», vale a dire costruzioni prive di licenza ma che sono la prima casa delle famiglie che vi abitano. A questo distinguo sembra appellarsi anche Stefano Castellino, da due settimana sindaco di Palma di Montechiaro che ha annunciato l’intenzione di fermare le ruspe. Tutta la zona agrigentina è una «roccaforte» del mattone selvaggio, qui il sindaco di Licata Angelo Cambiano ha avviato una guerra totale all’illegalità abbattendo tutto ciò che non è previsto dal piano regolatore ma attirandosi minacce di stampo mafioso (gli è stata incendiata la casa dei genitori e gli sono stati recapitati proiettili). Ma ora il vicino municipio di Palma rompe il fronte anti abusivismo; il predecessore del neoeleletto Castellino aveva avviato un programma di demolizioni, a cominciare dalle villette sorte a meno di 15o metri dal mare. «Revocheremo tutto quello che non ci convince che sarà possibile revocare, molti hanno costruito senza licenza perché mancava lo strumento urbanistico» è il dietrofront di Castellino. Si proverà a sanare le case che rientrano nell’«abusivismo di necessità» ma l’operazione non sarà priva di ostacoli. Sia politici che di legge.

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