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Il coronavirus non nasce in un laboratorio cinese: ecco perché quella di Salvini è una bufala

Logo La Stampa La Stampa 2 giorni fa gabriele beccaria

Il nostro cervello adora credere all’impossibile. E le teorie del complotto sono le storie meravigliose con cui il fantastico entra nella nostra quotidianità. Da settimane il Covid-19 è l’oggetto perfetto per queste illusioni di massa. L’ultima ondata, nel nostro piccolo, è stata suggerita da un vecchio servizio di Tg Leonardo: lì si raccontava - giustamente - di un virus-chimera prodotto in laboratorio da un team cinese, combinando la proteina di un coronavirus dei pipistrelli (non troppo diverso da quello attuale della pandemia) con un virus della Sars che colpisce i topi.

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Obiettivo: capire meglio come la proteina ShCo14 può infettare l’uomo. Però molti si sono fatti assalire dal sospetto - infondato - che il virus geoingegnerizzato non sia altro che il Covid-19, sfuggito a qualche scienziato cinese, chissà se distratto o, invece, biecamente criminale. Precipitarsi a commentare sui social questa ipotesi da thriller internazionale, da soli o spinti da un post di Matteo Salvini, è stato il passo successivo. Peccato che qualcun altro ci avesse già pensato e fosse stato rapidamente smascherato. Il test cinese, in realtà, fu reso noto sulla rivista Nature nel lontano 2015 e suscitò molti dubbi etici, tanto da indurre gli Usa a una moratoria temporanea su questo tipo di esperimenti.

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Poi, il 22 febbraio scorso, un articolo sul New York Post ha entusiasmato la tribù globale dei complottisti, sostenendo che il Covid-19 fosse figlio proprio di quel test, condotto in un laboratorio di Wuhan, a pochi chilometri dal famoso mercato da cui è cominciato tutto. Quattro giorni dopo un team del National Institutes of Health, l’istituzione sanitaria numero uno degli Usa, ha smontato tutto sul New England Journal of Medicine: l’analisi genetica del coronavirus - hanno spiegato i virologi - smentisce le fantasiose ipotesi di una fabbricazione in laboratorio. Il Covid-19 è di origine animale e, semmai, l’interrogativo è capire quale sia stata la specie che l’ha fatto transitare dai pipistrelli all’uomo. Altri scienziati si sono poi uniti allo sforzo per dissipare sospetti che non hanno fondamento, ma ne frattempo la macchina delle fake news continua a diffondere i suoi velenosi prodotti. Quando avrete finito di leggere queste righe, qualche altra golosa novità si sarà materializzata. E l’impossibile continuerà a farci da partner nelle nostre interminabili giornate da reclusi.

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