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Lorenzo e il bimbo caduto sui binari: «Ho pensato: ora salto e lo salvo»

Logo Corriere della Sera Corriere della Sera 14/02/2018 Giampiero Rossi

«Un minuto e mezzo. Ce la faccio». Questa l’unica cosa somigliante a un pensiero che — ore più tardi — il diciottenne Lorenzo Pianazza riesce a ricordare di quei trenta secondi di inconsapevole eroismo metropolitano.

Sono quasi le 15, fermata «Repubblica» della linea tre della metropolitana. Il ragazzo sta tornando da scuola e, scendendo le scale, guarda come prima cosa quanto manca all’arrivo del prossimo treno: il display indica un minuto e mezzo. Un attimo dopo si accorge che sta succedendo qualcosa: «Ho visto una donna disperata, china verso i binari e poi, sotto, c’era un bambino, piccolo, evidentemente caduto giù». Lorenzo non ha potuto vedere la sequenza, ripresa dalle telecamere della stazione, del piccolo Mohamed (due anni e mezzo) che sfugge al controllo della madre e scivola fuori dalla banchina. «C’era un po’ di gente che si avvicinava e allora mi sono detto “ce la faccio, salto giù, lo prendo e riesco a risalire”. Ho anche immaginato di correre in fondo al binario casomai fosse arrivato il treno, sperando che la metro si fermasse prima».

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Non sono autentici pensieri, sono fotogrammi immaginati e che precedono i suoi gesti istintivi. Lorenzo non sa che in quello stesso momento Claudia Castellano, 32 anni, assunta dall’Atm soltanto l’estate scorsa, dalla cabina di controllo ha visto tutto e ha bloccato il treno in arrivo su quel binario. Il ragazzo si libera dello zaino, salta giù dalla banchina, afferra il bambino, lo porge alla madre, uno sguardo verso la galleria da cui dovrebbe arrivare il treno, poi si china ancora a raccogliere qualcosa («una trombetta di plastica che gli era caduta»), un’altra occhiata lungo i binari, poi si gira di schiena e facendo leva sulle braccia si issa sul marciapiedi. Sono passati meno di trenta secondi in tutto. È fatta. «Quando sono risalito il bambino piangeva — ricorda ancora — gli ho messo una mano sulla spalla per tranquillizzarlo, anche la mamma era terrorizzata. Mi ha detto grazie e poi io sono andato via».

Nel giro di pochi minuti, infatti, viene dato il via libera alla circolazione e Lorenzo sparisce sul primo treno. Madre e figlio, di origini senegalesi, vengono accompagnati in ospedale per accertamenti. È andata bene: oltre alla grande paura, soltanto un’abrasione al ginocchio. Ma intanto anche il sindaco di Milano lancia un appello via Facebook per rintracciare il giovane eroe immortalato dalle telecamere e ringraziarlo insieme alla dipendente Atm.

È Lorenzo Pianazza a contattare, in serata, il sito Milano Today. Al telefono con il Corriere appare sorpreso di tanta attenzione nei suoi confronti: «Ho fatto una cosa che mi sembrava giusto fare, un bambino così piccolo, una mamma disperata... Anche i miei genitori mi hanno detto che sono contenti di me».

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