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No green pass a Milano, così funziona la strategia a tenaglia della polizia: crollano i numeri della protesta

Logo Corriere della Sera Corriere della Sera 21/11/2021 Cesare Giuzzi
© Fornito da Corriere della Sera

Gli irriducibili sono tre-quattrocento. Tentano di partire in corteo quando capiscono che piazza Fontana è blindata e inaccessibile. E soprattutto che le forze dell’ordine non consentiranno alcuna manifestazione. I primi vengono bloccati e identificati già alle 16. Il corteo però fa poco più di cento metri per finire, bloccato dai cordoni di poliziotti e carabinieri, davanti a Palazzo Reale. Il resto, al netto di alcuni momenti di tensione in corrispondenza di alcuni «fermi» della polizia, somiglia molto al film visto sabato scorso con le forze dell’ordine che in Duomo isolano i gruppi di manifestanti, invitano a lasciare la piazza e portano via e identificano i più esagitati. Il bilancio finale è di 257 identificati, l’avvio dell’iter per due Daspo urbani, 31 ordini di allontanamento, 49 multe per occupazione di aree urbane e due denunce. Si tratta di un 57enne per resistenza a pubblico ufficiale e un 62enne segnalato per lo stesso reato perché s’è rifiutato di «fornire le proprie generalità». Una manifestante, per impedire di essere identificata, ha morsicato il dito a un funzionario della questura.

I numeri della protesta in calo

In totale i No pass non superano mai il migliaio. Un numero ben diverso da quello atteso dalla «chiamata alle armi» partita da giorni via chat. Dopo il mezzo flop di sabato, quello di ieri può ormai considerarsi un evidente ridimensionamento del movimento alla 18esima manifestazione e che per 16 volte aveva bloccato la città (e alcune vie del commercio) senza regole e con mai meno di 5-6 mila persone. A volte ben oltre le diecimila.

No green passa Milano, tensioni tra manifestanti e polizia: le foto


Video: Milano, tensioni tra no green pass e polizia in piazza Duomo (Corriere Tv)

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La strategia del questore

La linea «ferma» del questore Giuseppe Petronzi è figlia anche delle nuove disposizioni del Viminale che hanno dato la possibilità a via Fatebenefratelli di impedire sul nascere cortei e manifestazioni. L’azione più muscolare arriva dopo infiniti tentativi di mediazioni e tavoli con i rappresentanti No pass per cercare di salvaguardare i sabati dei milanesi e il diritto alla protesta. Trattativa però rifiutata dagli stessi No pass che non hanno voluto presentare preavvisi in questura. Anche l’appuntamento di ieri, non era stato annunciato ma rilanciato con il solito tam tam via Telegram. Una settimana fa c’era stato il comizio di Kennedy all’Arco della Pace a spezzare già in partenza il fronte No pass e No vax. Ieri, invece, l’appello via social era di occupare e difendere piazza Fontana, luogo simbolo di questi mesi di proteste. Intorno alla fontana c’erano però solo gli agenti in assetto anti sommossa che fermavano e identificavano chi man mano cercava di radunarsi. Il primo momento di tensione quando una cinquantina di persone ha divelto le transenne sotto i portici per raggiungere via Cardinal Martini. Polizia e carabinieri hanno chiuso il varco e poi isolato, con altre squadre arrivate da piazza Duomo, il tentativo di corteo. In mezzo diversi fermati per identificazione dalle forze dell’ordine con urla e spintoni dei manifestanti.

Le assenze: anarchici e estrema destra

In piazza non c’erano anarchici né esponenti di estrema destra. Non sono mancate però scene di «resistenza» ai controlli delle forze dell’ordine: una donna che non voleva dare i documenti alla polizia ha morsicato al dito un funzionario della questura. Poi è stramazzata a terra mentre gli agenti cercavano di portarla via per identificarla. Quasi comica, invece, la scena di un’anziana manifestante in bicicletta (con un casco da moto in testa) che ha inseguito un poliziotto che le aveva strappato un manifesto contro Draghi, al grido di «al ladro, al ladro!» chiedendo ai «colleghi» di arrestarlo. Nel finale, quando ormai in piazza Duomo era rimasto solo un centinaio di No pass, è stato allontanato un manifestante con una bici ricoperta di led tricolori che sul sagrato ha sparato a tutto volume l’Inno di Mameli.

I NO GREEN PASS A MILANO

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