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Pensioni, da aprile 2019 la nuova perequazione. Tagli per 5,6 milioni di assegni. A giugno il conguaglio

Logo Corriere della Sera Corriere della Sera 23/03/2019 Enrico Marro
© Fornito da RCS MediaGroup S.p.A.

Scatta da aprile il nuovo meccanismo di perequazione delle pensioni al costo della vita stabilito con l’ultima legge di Bilancio. Ieri l’Inps ha diffuso la necessaria circolare applicativa. L’adeguamento all’inflazione, provvisoriamente fissato in un aumento dell’1,1%, sarà pieno solo per le pensioni fino a tre volte il minimo (circa 1.522 euro al mese). Per quelle di importo superiore sono previste sei fasce di incremento: dal 97% dell’inflazione per gli assegni compresi fra 3 e 4 volte il minimo (2.029 euro) fino al 40% per le pensioni più ricche, quelle superiori a 9 volte il minimo (4.569 euro). Il nuovo sistema di perequazione resterà in vigore fino al 2021. Poiché esso è meno generoso di quello che era stato nel frattempo applicato dall’Inps sulla base delle leggi precedenti la manovra di Bilancio, l’istituto guidato da Pasquale Tridico ha dovuto procedere al ricalcolo degli assegni.

Conguagli pesanti

I cambiamenti tra vecchio e nuovo meccanismo di adeguamento all’inflazione riguardano solo le pensioni superiori a tre volte il minimo; anche il precedente sistema, infatti, per quelle inferiori prevedeva la perequazione al 100%. Gli assegni che sono stati ricalcolati sono circa 5,6 milioni, dice l’Inps. Poiché le nuove regole sono meno generose, ci sarà un taglio degli importi. «Per circa 2,6 milioni delle posizioni interessate - dice l’istituto - la variazione media mensile dell’importo risulta di 28 centesimi» in meno. Per le pensioni più alte, la riduzione sarà ovviamente maggiore.

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Per esempio, chi prende 3mila euro al mese subirà un taglio di circa 13 euro, chi ne prende 5mila ci rimetterà una trentina di euro. L’Inps avverte anche che dovrà recuperare con un conguaglio le maggiori somme corrisposte nei primi tre mesi dell’anno perché il nuovo sistema decorre dal primo gennaio 2019. Ma non specifica quando avverrà il recupero, limitandosi a dire «nei mesi successivi». Probabilmente il conguaglio, che sarà quello che maggiormente avvertiranno i pensionati (contenendo la somma del taglio di tre mesi più quello applicato nel mese in corso) verrà chiesto con l’assegno di giugno, cioè dopo le elezioni europee di maggio.

Pensioni d’oro

A questo sacrificio, se ne aggiungerà un altro per i titolari delle cosiddette pensioni d’oro, che dovranno subire anche il conguaglio sul contributo di solidarietà, stabilito sempre dalla legge di Bilancio, che colpisce, ancora con decorrenza primo gennaio 2019, la parte degli assegni superiore a 100mila euro lordi, con un prelievo crescente per fasce di importo: dal 15% fino al 40% per le somme maggiori di 500mila euro lordi l’anno.

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