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Studentesse Usa stuprate a Firenze: condannato uno dei due carabinieri, rinvio a giudizio per l’altro

Logo La Stampa La Stampa 11/10/2018
Il luogo dove due carabinieri sarebbero intervenuti, insieme ad altre pattuglie, per dei disordini in una discoteca a Firenze, 8 settembre 2017. © ANSA Il luogo dove due carabinieri sarebbero intervenuti, insieme ad altre pattuglie, per dei disordini in una discoteca a Firenze, 8 settembre 2017.

Condannato a 4 anni e 8 mesi: questa la sentenza emessa dal gup al processo con rito abbreviato a Marco Camuffo, uno dei due carabinieri (ora entrambi ex) accusati di aver violentato due studentesse Usa nella notte tra il 6 e il 7 settembre 2017 dopo averle riaccompagnate a casa con l’auto di servizio da una discoteca fiorentina.

Rinviato a giudizio l’altro carabiniere coinvolto nell’inchiesta, Pietro Costa, che non ha scelto il giudizio abbreviato: prima udienza 10 maggio 2019. Il pm per Camuffo aveva chiesto 5 anni e 8 mesi

La violenza nel 2017

All’alba del 7 settembre 2017, quando rientrano nell’alloggio nel centro di Firenze dove avevano trovato posto per il loro soggiorno di studi, le studentesse americane (19 e 21 anni) denunciano al 113 di essere state violentate da due carabinieri che le avevano accompagnate a casa a bordo dell’auto di servizio. Partono gli accertamenti sanitari, all’ospedale viene anche accertato che le due ragazze, a circa tre ore di distanza dall’episodio denunciato, avevano un tasso alcolemico di circa 1,5 grammi per litro.

Le indagini, condotte dalla squadra mobile della questura, ricostruiscono la nottata appena trascorsa anche con l’ausilio delle immagini di alcune telecamere. I due militari, l’appuntato scelto Marco Camuffo, 45 anni, e il carabiniere scelto Pietro Costa, 33, (oggi destituiti dall’Arma), vengono iscritti sul registro degli indagati per violenza sessuale aggravata dalla “divisa” e vengono sospesi dall’Arma. Nei loro confronti la procura fiorentina avanzera’ anche una richiesta di interdizione, che verrà però rigettata dal giudice. Nel frattempo, i militari spontaneamente si presentano dal pm per dire la loro.

Tuttavia, il gip, Mario Profeta, ritiene «gravissimi» gli indizi raccolti nei confronti dei due. «I due carabinieri in contrasto con le regole note anche alla più inesperta recluta hanno usato l’auto di servizio per accompagnare due civili. E dopo averle fatte entrare nel portone hanno avuto un approccio sessuale». Alla luce di tutto ciò, il giudice esclude l’ipotesi della «macchinazione» da parte delle americane. Che sono tornate in Italia dopo aver interrotto in anticipo il loro soggiorno di studi, esclusivamente per un duro incidente probatorio, avvenuto lo scorso novembre, necessario a congelare processualmente la loro versione.

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