Stai usando una versione precedente del browser. Usa una versione supportata per vivere al meglio l'esperienza su MSN.

Vaccini, via libera ad AstraZeneca fino a 65 anni. Ma la Ue annuncia: "Dimezzate le forniture previste"

Logo La Repubblica La Repubblica 4 giorni fa di Michele Bocci
© Fornito da La Repubblica

Luci e ombre sul vaccino AstraZeneca. Per una buona notizia che arriva in mattinata ce n'è un'altra, che giunge in serata, che rimette in crisi i piani vaccinali non solo italiani ma di tutta la Ue. Il vaccino di AstraZeneca può essere utilizzato anche tra coloro che hanno tra 56 e 65 anni (nati cioè nel 1956): è la notizia contenuta nell'attesa circolare del ministero alla Salute che introduce la novità per tutti coloro che sono in quella fascia di età "ad eccezione dei soggetti estremamente vulnerabili". Quindi a chi ha condizioni di salute che fanno aumentare il rischio di sviluppare forme severe di Covid "senza quella connotazione di gravità riportata per gli estremamente vulnerabili" può essere offerto. Si tratta di un cambiamento importante perché appunto permette la vaccinazione anche a chi ha un certo tipo di problemi di salute.

Ma l'azienda farmaceutica fornirà meno della metà delle dosi di vaccino anti-Covid ordinate dall'Ue per il secondo trimestre. Secondo l'agenzia di stampa Reuters, che cita fonti Ue, sui 180 milioni di dosi che, da contratto reso pubblico nei giorni scorsi, AstraZeneca dovrebbe fornire all'Unione europea ne arriveranno meno di 90 milioni.

Intanto in Italia sono arrivate altre 500 mila, nel giorno in cui Speranza ha allargato la fascia di età, esattamente 22 giorni dopo l'approvazione del vaccino da parte dell'Aifa. L'Agenzia aveva tenuto una posizione ambivalente. Nel comunicato stampa di annuncio al via libera si proponeva "un utilizzo preferenziale del vaccino AstraZeneca, in attesa di acquisire ulteriori dati, in soggetti tra i 18 e i 55 anni, per i quali sono disponibili evidenze maggiormente solide". In realtà il parere della Cts, commissione tecnico scientifica, dell'agenzia si concludeva con un passaggio piuttosto chiaro. "Si ribadisce tuttavia che, sulla base dei risultati di immunogeneticità e dei dati di sicurezza, il rapporto beneficio/rischio di tale vaccino risulta favorevole anche nei soggetti di età più avanzata che non presentino specifici fattori di rischio".

Questo passaggio però non è stato preso in considerazione mentre montava la polemica delle Regioni che fin da subito hanno notato che non aveva senso escludere chi ha fino a 65 anni. Come noto la prima categoria vaccinata è quella di chi lavora nella scuola e nell'università e ci si è trovati a non poter fare la somministrazione a persone di 56 o 57 anni che lavorano fianco a fianco di colleghi di 54. Tornare indietro però ha richiesto tempo e riunioni e un nuovo parere di Aifa (con il Cts che praticamente ha dovuto ribadire quanto aveva già detto) e pure del Consiglio superiore di sanità. La novità è stata giustificata con altre evidenze scientifiche ma secondo molti, tra i quali Ema che aveva approvato il vaccino per tutti, si poteva già procedere come poi ha fatto l'Italia, con la circolare firmata dal capo della Prevenzione de ministero Gianni Rezza.

Scegli tu!
Scegli tu!

Altro da La Repubblica

image beaconimage beaconimage beacon