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Milano, rinviato il funerale di Imane Fadil: la famiglia chiede una nuova perizia

Logo La Repubblica La Repubblica 11/09/2019
Imane Fadil © Fornito da La Repubblica Imane Fadil

Dura presa di posizione dei familiari di Imane Fadil contro la procura di Milano, dopo che nei giorni scorsi i pm hanno finalmente dato il nullaosta alla restituzione della salma, completati tutti gli accertamenti medico legali che hanno stabilito che si è trattato di una morte per cause naturali e senza responsabilità mediche. I genitori e il fratello della modella, tra le testimoni chiave delle inchieste sul caso Ruby, chiedono infatti a gran voce una nuova perizia perché non sono "assolutamente soddisfatti degli esiti trapelati". E proprio nella speranza di altri esami sul corpo, hanno deciso per ora di non celebrare il funerale e di non seppellire la giovane.

"In attesa dei risultati della perizia disposta dalla procura i familiari non intendono celebrare il funerale, al fine di consentire una ulteriore perizia sul corpo della loro povera cara, in quanto non si ritengono assolutamente soddisfatti degli esiti trapelati", ha scritto la famiglia della 34enne, assistita dai legali Mirko Mazzali e Nicola Quatrano.

Una settimana fa, a distanza di oltre sei mesi dalla morte della giovane, avvenuta il primo marzo dopo un ricovero di oltre un mese all'Humanitas  di Rozzano e una terribile agonia, i pm milanesi avevano dato il nullaosta alla restituzione della salma per poter consentire, finalmente, alla famiglia di celebrare le esequie della 34enne marocchina, che fu tra le testi chiave del caso Ruby, compresa l'ultima tranche che vede a processo Silvio Berlusconi per corruzione in atti giudiziari. Nel frattempo, dalla procura erano anche trapelati gli esiti della relazione medico legale (non ancora, però, di fatto depositata): nessun avvelenamento doloso (si parlò, invece, inizialmente anche di radioattività e di intossicazione da metalli pesanti), hanno stabilito i medici legali guidati dall'anatomopatologa Cristina Cattaneo, ma una forma di aplasia midollare di cui ancora, comunque, non sono note le cause esatte.

Inoltre l'inchiesta, è stato spiegato in procura, che era stata aperta per omicidio volontario, va verso una richiesta di archiviazione, anche perché, secondo gli inquirenti, non sono state individuate nemmeno responsabilità mediche nel decesso. La famiglia, però, non ci sta e ha deciso così di lasciare la salma nell'Istituto di medicina legale di Milano. Potrebbe infatti opporsi alla richiesta di archiviazione su cui dovrà esprimersi un gip e allo stesso tempo chiedere al giudice nuovi accertamenti sul corpo. "Vogliamo una risposta chiara - ha spiegato il fratello di Imane, Tarek - vogliamo capire bene come è morta, questa non è una risposta, non è possibile che in poco tempo se ne sia andata cosi".

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