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Pirelli, processo amianto: "Motivazioni sentenza attese da due anni"

Logo Il Giorno Il Giorno 4 giorni fa
© SE Poligrafici(wf)|#NEWPRESS

 A quasi due anni dalla sentenza del 19 dicembre 2016 con cui il Tribunale di Milano ha assolto 9 ex manager Pirelli per 28 casi di operai morti o ammalati, secondo l'accusa, a causa dell'amianto, "non risultano ancora depositate le motivazioni" del verdetto "della Dr.ssa Anna Maria Gatto". Lo scrivono il Comitato per la difesa della salute nei luoghi di lavoro, Medicina Democratica e l'Associazione italiana esposti amianto in una segnalazione ai vertici del Tribunale, spiegando che la prescrizione corre e che non possono impugnare.

Si tratta del secondo filone dell'inchiesta, mentre una prima tranche su altri casi di decessi si era conclusa con le condanne in primo grado e poi le assoluzioni di tutti gli imputati in appello, il 24 novembre scorso 2016. Il magistrato aveva deciso di riaprire il processo disponendo la perizia per accertare chi avesse avuto davvero ruoli di responsabilità nei due rami di azienda presso i quali hanno lavorato gli operai. Perizia che avrebbe poi accertato che è stata riscontrata "la presenza degli attuali imputati nelle governance delle società" che hanno gestito gli stabilimenti e risultano "elementi insufficienti" sul "controllo" del "'rischio amianto e messa in sicurezza delle sostanze nocive". Il pm Maurizio Ascione aveva chiesto condanne a pene comprese tra i 4 anni e mezzo e i 9 anni di reclusione per sei ex dirigenti Pirelli e l'assoluzione per altri tre imputati.

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