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Trasloco Linate-Malpensa, parte il "ponte" fra gli scali milanesi

Logo Il Giornale Il Giornale 18/07/2019 Pstef
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Nel pieno dell'estate, dal 27 luglio al 27 ottobre, l'aeroporto di Linate subirà profondi lavori di ristrutturazione e quasi tutti i voli saranno trasferiti a Malpensa. L'hanno chiamata Operazione Bridge, per significare il ponte ideale che si crea tra i due aeroporti, entrambi gestiti dalla Sea. La chiusura ha un perché molto preciso: il rifacimento della pista (a Linate è una sola), richiesto dalle norme sulla sicurezza. In occasione della chiusura forzata saranno svolti altri lavori: la demolizione e il rifacimento di una parte dell'aerostazione e il riallestimento delle parti commerciali. Sarà anche rifatto l'impianto di smistamento dei bagagli, che ora passeranno sotto a lettori più sofisticati, come richiesto dalle leggi europee (Linate smista 4 milioni di bagagli all'anno); l'impianto per essere rifatto dev'essere fermato, e questa è dunque l'occasione ideale. A Linate saranno investiti complessivamente 48 milioni di euro, a carico della Sea.

La pista per un aeroporto è l'equivalente delle ali per un aereo: impossibile farne a meno. Deve sopportare un carico eccezionale e nel tempo subisce, come tutto, un'usura che pur essendo sempre sotto controllo richiede ogni 15-20 anni un rifacimento completo. Per farsi meglio un'idea dello sforzo dell'asfalto, si pensi che un Airbus 321, l'aereo più grande ammesso a Linate, pesa la bellezza di 48.500 chilogrammi.

Alla demolizione e alla ricostruzione della pista lavoreranno 200 persone dell'associazione temporanea d'imprese guidata dalla Vitali di Bergamo, che ha già realizzato in anni recenti, gli stessi lavori a Orio al Serio. La pista di Linate è lunga 2.400 metri, larga 60 e profonda 80 centimetri, che ne sono la vera anima: questo spessore invisibile, affondato nel terreno, si compone di materiali inerti in misto cementizio che nelle testate saranno caratterizzati da conglomerato bituminoso in grado di dare forza e rigidità insieme; le testate sono i tratti finali della pista, di 200 e 300 metri, sui quali avviene l'impatto dell'aereo all'atterraggio; quelle attuali sono in calcestruzzo. Sarà rifatta anche la "taxiway", la pista di avvicinamento, e saranno rinnovate tutte le tecnologie accessorie (cablature, luci, sistemi).

Nei 92 giorni del cantiere operai e tecnici lavoreranno senza soste, 7 giorni su 7, giorno e notte. La durata dei lavori è stata programmata con prudenza, per evitare ritardi. La pista di Linate era già stata rifatta nel 1982 e nel 2002. All'epoca c'erano state molte lamentele da parte dei passeggeri: oggi invece la percezione dei milanesi sembra positiva. Un po' perché la città si è abituata a Malpensa, un po' perchè si è evoluta la cultura del vivere urbano, e si è più propensi a sostenere un sacrificio se in prospettiva il risultato comporterà un miglioramento. La Sea da parte sua sta coinvolgendo i cittadini con una campagna di comunicazione tesa a informare e a suggerire come ridurre al minimo i disagi (peraltro inevitabili).

I cantieri, dopo la riapertura dell'infrastruttura aeronautica, continueranno ancora per più di un anno e nel 2021 consegneranno ai milanesi e agli ospiti in arrivo un'aerostazione più moderna, più fresca, più ampia e più attraente sotto l'aspetto commerciale.

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