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Brexit. Johnson scrive a Tusk: sì ad accordo, no al backstop

Logo Rai News Rai News 20/08/2019 claudio.borelli
Boris Johnson © valeria.pannuti Boris Johnson

Il primo ministro britannico, Boris Johnson, ha scritto al presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, per chiedere un nuovo accordo di uscita dall'Ue e al tempo stesso per ribadire la sua opposizione al cosiddetto 'backstop'. Si tratta di una norma - negoziata col precedente governo di Theresa May - secondo cui per non dover ristabilire i controlli frontalieri tra l'Irlanda del Nord e la Repubblica d'Irlanda, per un periodo transitorio di 2 anni, l'Irlanda del Nord rimarrà nell'unione doganale, spostando di fatto il confine doganale dell'Europa tra la stessa Irlanda e la Gran Bretagna. Nella lettera a Tusk, diffusa in serata da Downing Street, il premier sostiene che la norma del backstop sarebbe "non democratica" e irrispettosa della "sovranità dello Stato britannico". 

Boris Johnson, succeduto a May lo scorso luglio dopo che il parlamento britannico aveva respinto per ben tre volte l'accordo Brexit da lei negoziato con l'Ue, ha dichiarato di voler lasciare l'Unione Europea entro il 31 ottobre, con o senza accordo. Sebbene il Parlamento britannico abbia respinto l'accordo sulla Brexit, ha anche votato contro un'uscita senza accordo. La preferenza per una Brexit dura non è unanime nemmeno nel Partito conservatore di Johnson e il partito laburista ha già annunciato che cercherà di far cadere il governo alla ripresa dei lavori parlamentari, prevista per il 3 settembre.

Johnson domani sarà a Berlino e il giorno dopo a Parigi per incontrare la cancelliera tedesca Angela Merkel e il presidente francese Emmanuel Macron sperando di convincerli prima del vertice G7 che si terrà a Biarritz il prossimo fine settimana. Bruxelles ha ripetutamente ricordato di non voler rinegoziare l'accordo sulla Brexit già raggiunto con Theresa May.

Secondo alcuni documenti governativi anticipati dal Times domenica, il Regno Unito dovrà fronteggiare scenari da incubo se uscirà dall'Unione europea senza un accordo: dalla carenza di farmaci e di carburante al caos alle dogane come ha scritto il corrispondente della Rai da Londra, Marco Varvello.

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