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Espulsioni di funzionari: tensioni diplomatiche tra Russia e Grecia

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Anche i migliori rapporti possono incrinarsi. La Russia e la Grecia - due Paesi che in genere hanno buone relazioni diplomatiche - stanno attraversando momenti di tensione, dopo l'espulsione da Atene di due diplomatici di Mosca e il divieto d'ingresso ad altri due dipendenti dell'ambasciata. La ragione sarebbe l'intrusione russa negli affari interni ellenici, in particolare nel tentativo di risolvere la disputa con l'ex repubblica jugoslava di Macedonia, sul nome di quest'ultima.

"La Grecia ha dimostrato che, nel contesto di una poliedrica politica estera, vuole buone relazioni con tutti gli Stati, tutti gli Stati devono rispettare il diritto internazionale, il governo greco e lo stato greco", ha dichiarato il portavoce del governo ellenico, Dimitris Tzanakopoulos.

Immediata la reazione del Cremlino: ci sarà una risposta speculare nei confronti della Grecia, hanno fatto sapere dal Ministero degli Esteri russo.

Il mese scorso i due paesi hanno firmato un accordo che, se approvato, vedrà la FYROM cambiare il proprio nome in Repubblica della Macedonia del nord. Ciò è dovuto al fatto che Atene non vuole che il nome sia lo stesso di una sua regione settentrionale.

L'accordo tra Grecia e FYROM dovrebbe agevolare l'ingresso del piccolo Stato, ma strategicamente importante, nella UE e nella NATO, in una regione in cui la Russia e l'Occidente stanno facendo pressione per esercitare la loro influenza.

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