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I quattro giorni di orrore che hanno sconvolto gli Usa: Cosmo, vent’anni, e l’assassinio dei quattro coetanei

Logo Corriere della Sera Corriere della Sera 3 giorni fa Alessandro Fulloni

Cinque giorni di orrore sconvolgente, dal 4 luglio al 9 luglio. Quattro morti. Jimi Patrick, Thomas Meo, Dean Finocchiaro e Mark Sturgis. Quattro ragazzi tra i 19 e i 21 anni che volevano acquistare piccole quantità di «fumo». Uccisi, mutilati, bruciati, gettati nella stessa fossa. Un giorno il primo, due giorni dopo il secondo, poi la terza e la quarta vittima assieme. Una vicenda allucinante, a metà tra una sceneggiatura di un film di Tarantino, il romanzo «A sangue freddo» di Truman Capote e un’inchiesta giudiziaria condotta a tamburo battente dal Fbi sul genere di serie tv tipo «Csi». Scenario della storia che sta sconvolgendo gli Stati Uniti (e i cui particolari stanno emergendo in questo ore dopo gli interrogatori dei due colpevoli arrestati) è un paesino in Pennsylvania chiamato Newtown Township, una piccola comunità dove si vive soprattutto di agricoltura. Qui nei primi giorni di luglio la scomparsa di quattro giovani della zona aveva allarmato le rispettive famiglie, allarme diventato orrore nello scoprire in queste ore che i quattro sono state vittime di una serie consecutiva di omicidi, e per mano di un coetaneo. Il ventenne Cosmo Dinardo — in cura per disagio mentale, piccoli precedenti — che ha confessato di aver ucciso i quattro ragazzi aiutato in tre casi dal cugino Sean Kratz: «Mi dispiace» ha detto lasciando il tribunale dove è stato interrogato ammettendo di aver commesso gli omicidi e indicando agli investigatori dove trovare i corpi. Ovvero alla fattoria della sua famiglia nella contea di «Bucks County», non lontano da Philadelphia. Dinardo era stato subito indicato come una «persona di interesse» dagli inquirenti nell’ambito delle indagini preceduta dall’incriminazione per il furto dell’auto di uno dei ragazzi, che aveva anche tentato di rivendere per 500 dollari. Quindi la confessione.

Cosmo Dinardo, la follia criminale che ha sconvolto gli Usa

© Fornito da RCS MediaGroup S.p.A.

Uccisi tutti più o meno nello stesso modo

Li ha uccisi tutti più o meno nello stesso modo: chiamandoli nella fattoria per concordare piccoli affari fuorilegge. Come la vendita — è il caso del primo omicidio — del fucile di Dinardo a Jimi Patrick. Ecco quel che ha ricostruito l’Fbi: Dinardo passa a prendere il coetaneo a casa sua e poi vanno alla fattoria dei genitori per perfezionare l’acquisto. Ottocento dollari in cambio dell’arma calibro 22. Che però l’assassino ha usato per sparare all’altro a bruciapelo, senza un esatto perché. Poi Dinardo ha scavato una buca profonda sei metri per buttavi dentro il cadavere. Il girono dopo tocca a Dean Finocchiaro, 19 anni. Che vorrebbe comperare 250 grammi di marijuana per 700 dollari. Stavolta però, prima dell’incontro sempre alla fattoria, Dinardo chiama il cugino, Sean Kratz, 20 anni, precedenti. Che viene coinvolto così nel secondo omicidio. Chissà perché, insieme decidono che piuttosto che concludere l’affare con Dean, sarebbe meglio ucciderlo. E infatti. Dinardo consegna a Kratz la pistola Smith & Wesson 357 di sua madre e poi vanno a casa della vittima, lo fanno salire in auto e lo uccidono alle spalle (non è chiaro chi abbia sparato: con Kratz, anche lui fermato, ci sarebbe un rimpallo di accuse). Infine fanno sparire il cadavere gettandolo in un contenitore che contiene mangime per i maiali. Nella serata dello stesso giorno vengono uccisi anche Thomas Meo, 21 anni, e un suo amico, Mark Sturgis, 22 anni, che vive nella vicina Pennsburg. Anche loro vorrebbero acquistare un piccolo quantitativo di marijuana. Anche qui l’appuntamento è alla fattoria: la scena di ciò che avviene, se possibile, è ancora più cruenta delle precedenti. Meo e Sturgis escono dall’auto. Dinardo spara alle spalle di Meo che stramazza a terra, ancora vivo e urlante. Sturgis nel frattempo scappa, ma il giovane assassino riesce a colpirlo e a ucciderlo. Meo è agonizzante nel cortile. E per finirlo Dinardo non trova niente di meglio che schiacciarlo con l’auto, passandogli sopra più volte. A questo punto, con l’aiuto del cugino, i due cadaveri vengono gettati nello stesso contenitore in cui era stato fatto sparire Finocchiaro.

Voleva studiare in Itaslia

Il fatto che DiNardo abbia confessato ha indotto il procuratore distrettuale Matthew Weintraub a concedere che non invocherà contro di lui la pena di morte. Media americani riferiscono che i resti delle vittime sono stati recuperati in una profonda fossa comune, quella scavata inizialmente per occultare il cadavere di Patrick e dove poi sono stati gettati gli altri tre corpi, tra l’altro bruciati. Il primo a essere identificato è stato Dean Finocchiaro, poi Sturgis e Meo che lavoravano insieme nel settore edile. Infine Jimi Taro Patrick, studente della Loyola University di Baltimora. Patrick e DiNardo avevano frequentato la stessa scuola superiore cattolica. Dal suo uso dei social media -stando alle verifiche condotte dall’Ap- risulta che aveva un forte interesse per la caccia, per la pesca e per le scarpe «Air Jordan». Ad un certo punto si era iscritto ad un college dei paraggi come studente fuori sede e dal sito dell’istituto risulta che sperava di poter passare un periodo di studi all’estero. In Italia.

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