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Papa Francesco incontra la comunità Rom di Kosice: "Passare dalle chiusure all'integrazione"

Logo Rai News Rai News 2 giorni fa dalla redazione
papa francesco con comunità roma (ap) © Fornito da Rai News papa francesco con comunità roma (ap)

Cari fratelli e sorelle, troppe volte siete stati oggetto di preconcetti e di giudizi impietosi, di stereotipi discriminatori, di parole e gesti diffamatori. Con ciò tutti siamo divenuti più poveri, poveri di umanità. Quello che ci serve per recuperare dignità è passare dai pregiudizi al dialogo, dalle chiusure all'integrazione". Così Papa Francesco incontrando la comunità Rom nel quartiere Lunik IX di Kosice, in Slovacchia.

"Giudizi e pregiudizi aumentano solo le distanze - ha detto Francesco -. Contrasti e parole forti non aiutano. Ghettizzare le persone non risolve nulla. Quando si alimenta la chiusura prima o poi divampa la rabbia. La via per una convivenza pacifica è l'integrazione".

"È un processo organico, un processo lento e vitale, che inizia con la conoscenza reciproca, va avanti con pazienza e guarda al futuro - ha sottolineato il Pontefice -. E a chi appartiene il futuro? Ai bambini. Sono loro a orientarci: i loro grandi sogni non possono infrangersi contro le nostre barriere". "Essi vogliono crescere insieme agli altri, senza ostacoli, senza preclusioni - ha osservato -. Meritano una vita integrata e libera. Sono loro a motivare scelte lungimiranti, che non ricercano il consenso immediato, ma guardano all'avvenire di tutti".   

"Per i figli vanno fatte scelte coraggiose - ha aggiunto Francesco -: per la loro dignità, per la loro educazione, perché crescano ben radicati nelle loro origini ma al tempo stesso senza vedere preclusa ogni possibilità".   

Il Papa ha quindi ringraziato "chi porta avanti questo lavoro di integrazione che, oltre a comportare non poche fatiche, a volte riceve pure incomprensione e ingratitudine, magari persino nella Chiesa".

"Cari sacerdoti, religiosi e laici, cari amici che dedicate il vostro tempo per offrire uno sviluppo integrale ai vostri fratelli e sorelle, grazie! - ha affermato - Grazie per tutto il lavoro con chi è ai margini", ha detto Bergoglio. "Penso anche ai rifugiati e ai detenuti - ha aggiunto -. A questi, in particolare, e a tutto il mondo carcerario esprimo la mia vicinanza".   "Andate avanti su questa strada - ha così incoraggiato i religiosi -, che non illude di poter dare tutto e subito, ma è profetica, perché include gli ultimi, costruisce la fraternità, semina la pace. Non abbiate paura di uscire incontro a chi è emarginato. Vi accorgerete di uscire incontro a Gesù".   


Video: Papa Francesco parla nelle rovine della sinagoga di Bratislava (Euronews)

"E invito tutti voi - ha concluso Bergoglio - ad andare oltre le paure, oltre le ferite del passato, con fiducia, passo dopo passo: nel lavoro onesto, nella dignità di guadagnare il pane quotidiano, nell'alimentare la fiducia reciproca": "vi incoraggio, vi benedico e vi porto l'abbraccio di tutta la Chiesa".

Il Papa ai giovani, non passate la vita come in una telenovela

"Per favore, non facciamo passare i giorni della vita come le puntate di una telenovela". Papa Francesco nello Stadio Lokomotiva di Kosice, per l'incontro con i giovani, ribadisce il suo invito a "puntare a traguardi alti".   

"La vera originalita' oggi, la vera rivoluzione, è ribellarsi alla cultura del provvisorio, è andare oltre l'istinto e oltre l'istante, è amare per tutta la vita e con tutto sé stessi. Non siamo qui per vivacchiare, ma per fare della vita un'impresa", ha continuato il Pontefice.  

"Tutti voi avrete in mente grandi storie, che avete letto nei romanzi, visto in qualche film indimenticabile, sentito in qualche racconto toccante", ha affermato Bergoglio. "Se ci pensate, nelle grandi storie ci sono sempre due ingredienti: uno è l'amore, l'altro è l'avventura, l'eroismo. Vanno sempre insieme. Per fare grande la vita ci vogliono entrambi: amore ed eroismo", aggiunge invitando a guardare Gesù, guardare il Crocifisso. "Ci sono entrambi: un amore sconfinato e il coraggio di dare la vita fino alla fine, senza mezze misure", ha detto ancora il Papa.    

"C'è qui davanti a noi la Beata Anna, un'eroina dell'amore. Ci dice di puntare a traguardi alti", ha continuato indicando l'immagine della Beata Anna Kolesarova, giovane slovacca uccisa durante la Seconda Guerra Mondiale da un soldato sovietico per aver difeso la sua castità, e ricordata nell'incontro. 

"I grandi sogni non sono l'auto potente, il vestito alla moda o la vacanza trasgressiva. Non date ascolto a chi vi parla di sogni e invece vi vende illusioni: sono manipolatori di felicità. Siamo stati creati per una gioia più grande: ciascuno di noi è unico ed è al mondo per sentirsi amato nella sua unicità e per amare gli altri come nessuno può fare al posto suo. Non si vive seduti in panchina a fare la riserva di qualcun altro. No, ciascuno è unico agli occhi di Dio. Non lasciatevi "omologare"", ha detto ancora Papa Francesco ai giovani della Slovacchia, incontrati nello stadio di Kosice.

Al termine dell'incontro con i giovani nello stadio di Kosice, Papa Francesco ha pregato il Padre Nostro in slovacco con i 25mila ragazzi presenti.

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