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Parigi in assetto da guerra per il corteo dei gilet gialli: 65mila agenti schierati, negozi chiusi ed eventi rinviati

Logo HuffPost HuffPost 5 giorni fa Federica Olivo
© Fornito da HuffingtonPost Italia s.r.l.

"Sabato restate a casa, c'è il rischio che vada a finire male". Sembra un annuncio fatto ai cittadini di uno Stato in guerra e invece è una delle frasi pronunciate dalla ministra francese per la Coesione del Territorio, Jacqueline Gourault, in vista della manifestazione dei gilet gialli, in programma a Parigi per l'8 dicembre. La sospensione dell'ecotassa per tutto il 2019 non è bastata a placare gli animi dei manifestanti. La Francia si prepara a un nuovo atto, il quarto, della protesta in assetto da guerra: più di 65.000 gli agenti schierati, un numero enorme, il segnale che secondo il governo la violenza sabato, nelle strade di Parigi non sarà una possibilità ma una certezza. La città sarà blindata: molti luoghi della cultura resteranno chiusi e la prefettura ha invitato i proprietari dei negozi degli Champs Elysées - già teatro di violente contestazioni durante le altre giornate di protesta - a non alzare le saracinesche. Rinviati numerosi eventi sportivi, culturali e benefici.

"Abbiamo informazioni riguardanti gruppuscoli, al di là dei gilet gialli, che vogliono scontrarsi. Il nostro Paese rischia una fase violenta", spiega ancora la ministra Gourault. Il premier Philippe, invece, ha invitato i manifestanti a desistere dall'intento, a non andare a Parigi per "evitare che cadano nella trappola dei teppisti". I gilet gialli, però, non vogliono rinunciare a portare in scena la loro protesta. "Non basterà una moratoria ad addormentarci, le nostre rivendicazioni sono molto più ampie", aveva detto Benjamin Cauchy, uno dei portavoce del movimento, subito dopo l'annuncio della sospensione delle tasse sul carburante per sei mesi. L'ulteriore concessione dell'esecutivo francese è stata ritenuta insufficiente: la protesta continua, a mostrarsi in strada, non solo a Parigi.

Mentre la capitale si prepara alla manifestazione dell'8 dicembre dilaga la protesta in altre città

Parigi si prepara a una giornata particolarmente difficile ma in altre città francesi già si registrano numerosi scontri tra manifestanti e forze dell'ordine. A Marsiglia gli studenti in sciopero hanno incendiato dei cassonetti e auto e hanno avuto un violento conflitto con gli la polizia. Situazione simile a Nizza, dove 33 persone sono state fermate dopo scontri e barricate attorno ad uno dei licei più grandi della città. La protesta è dilagata anche a Montpellier e nei centri vicini.

Gli eventi annullati per il timore di nuovi scontri

Le iniziative che erano in programma nel centro di Parigi per l'8 dicembre sono state spostate o annullate per il timore che quella di sabato sia l'ennesima giornata di violenza per la Francia. Il Téléthon, la celebre maratona benefica, prevista inizialmente in Place de la Concorde, la piazza parigina che apre la prospettiva dei Campi-Elisi, si sposterà negli studi televisivi di Saint-Cloud, alle porte della capitale. Annullate la 'Marcia delle Malattie Rare' prevista anch'essa per sabato 8 dicembre e il 'Natale degli Animali' in Place de la République. Spostato a data ulteriore il primo festival di musica elettronica Inasoud previsto al Palais Brongniart. Rinviate anche alcune partite su richiesta del prefetto.

Non solo gilet gialli: a Parigi sfilerà anche la "Marcia mondiale per il Clima"

Nonostante le richieste del ministro dell'Interno Christophe Castaner, non è stata annullata la Marcia mondiale per il clima, in programma a Parigi e in altre città della Francia e del mondo. Il percorso del corteo è stato, però, modificato per evitare che passi vicino agli Champs Elysées, dove nelle stesse ore sfileranno i gilet gialli. La decisione degli ambientalisti di scendere in piazza nonostante l'altra manifestazione è stata criticata da Nicolas Hulot, ex ministro dell'Ecologia francese: "Non era questo il momento di manifestare (per gli ambientalisti, ndr) - ha affermato - c'è il rischio che, in questo contesto, si faccia confusione e si confondano i messaggi. Non è della stessa idea uno degli esponenti più noti dei gilet gialli, Thomas Maisonnave: "La tattica del governo è sempre la stessa: dividere tutti, ma noi non ci caschiamo e scenderemo in piazza insieme. L'ingiustizia sociale e l'ingiustizia climatica generano gli stessi problemi".

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