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Romania, quello eterosessuale è "l'unico matrimonio in Costituzione"

Logo Il Giornale Il Giornale 14/09/2018 Matteo Orlando

In Romania oltre tre milioni di persone avevano sostenuto l'iniziativa civica di definire il matrimonio come unione tra una donna e un uomo e di inserire tale formulazione, attraverso un referendum, nella Costituzione rumena.

Lo scorso 11 settembre il Senato ha votato a favore del referendum (hanno votato a favore 107 senatori, 13 sono stati i contrari, 7 gli astenuti mentre nove erano gli assenti, tra cui l'ex presidente Traian Basescu).

Adesso il testo sarà inviato alla Corte costituzionale che dovrà esprimere il proprio parere entro cinque giorni. Se darà il via libera alla revisione, e non ci saranno intoppi, già il 7 ottobre i rumeni potrebbero votare per esplicitare nella loro Costituzione che il matrimonio "è solo quello eterosessuale".

"Abbiamo incoraggiato il parlamento rumeno a proteggere e promuovere il matrimonio come unione tra un uomo e una donna. Questa unione è senza tempo, universale e unica. La nostra società dovrebbe rafforzare il matrimonio e la famiglia, non indebolirla. Consentire lo svolgimento del referendum è la decisione giusta", ha sostenuto, attraverso un comunicato stampa, una consulente legale di Alliance Defending Freedom International (Adf), la dottoressa Adina Portaru, avvocato romeno che lavora per Adf International a Bruxelles.

Nel 2016, l'iniziativa civica "Coalition for Family" aveva raccolto tre milioni di firme a sostegno della definizione di matrimonio come "l'unione di un uomo e una donna" nella Costituzione della Romania.

referendum romania © Foto dai social referendum romania

La Corte costituzionale aveva approvato all'unanimità l'iniziativa nel luglio 2016 e la Camera dei deputati aveva votato a favore nel maggio dello scorso anno. Nel marzo di quest'anno 40 membri del Parlamento europeo di tutto lo spettro politico hanno chiesto al presidente e ai leader di tutti i partiti politici di "sostenere senza indugio l'organizzazione del referendum".

Adesso, grazie al sostegno del Senato rumeno, il referendum si dovrebbe svolgere in tempi celeri e, se viene accolta la proposta formulata il 14 settembre dal senatore Serban Nicolae leader del Psd (Partidul Social Democrat), su due giorni (il 6 e il 7 di ottobre). Secondo l'ultimo rapporto dell'Autorità elettorale permanente, al 31 agosto 2018 c'erano 18.917.495 cittadini rumeni con diritto di voto. Pertanto, affinché il referendum sia validato, è necessario che il numero totale di votanti sia il 30%, il che significa 5.675.249 persone. Un'altra condizione per convalidare la consultazione popolare è che almeno il 25% dei voti sia espresso validamente.

"Dato il suo schiacciante sostegno democratico, il referendum sul matrimonio è una cartina di tornasole per la democrazia in Romania. Tre milioni di voci non possono semplicemente essere ignorate. Esortiamo la Romania a organizzare il referendum il prima possibile", ha dichiarato Robert Clarke, direttore dell'European Advocacy per Adf International.

L'Alliance Defending Freedom International è stata lanciata come partner globale di Alliance Defending Freedom nel 2010. Si tratta di un'organizzazione non-profit cristiana, nata negli Stati Uniti d'America e poi estesasi in diversi paesi del mondo, che ha l'obiettivo dichiarato di difendere e finanziare la libertà religiosa, la santità della vita, il matrimonio e la famiglia.

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