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Terremoto, le alluvioni ostacolano i soccorsi / Foto

Logo Avvenire Avvenire 5 giorni fa Redazione Internet
© Fornito da Avvenire

Le forti piogge che si sono abbattute nelle aree colpite dal terremoto di magnitudo 5.9 nel sud-est dell'Afghanistan - con almeno un migliaio di morti e 1.500 feriti - stanno ostacolando il lavoro dei soccorritori. Il sisma che si è verificato nelle prime ore di ieri ha investito una regione rurale povera e di difficile accesso al confine con il Pakistan.

Le autorità locali temono che il bilancio delle vittime possa aumentare ulteriormente poiché molti rimangono intrappolati sotto le macerie delle loro case crollate.

"È molto difficile ottenere informazioni da terra a causa della cattiva rete (telefonica)", ha precisato il capo dell'informazione e della cultura della provincia di Paktika, Mohammad Amin Huzaifa. Inoltre, "è difficile accedere ai siti colpiti" soprattutto perché "la zona è stata colpita la scorsa notte da alluvioni". Le forti piogge hanno anche causato frane, rallentando i soccorsi e danneggiando le linee telefoniche ed elettriche.

"La gente sta scavando una fossa dopo l'altra", ha riferito Mohammad Amin Huzaifa. Ma il bilancio delle vittime è destinato a salire. "Ci sono persone ancora intrappolate sotto le macerie", ha detto ai giornalisti.


Video: Terremoto in Afghanistan, si continua a scavare a mano alla ricerca dei sopravvissuti (Corriere Tv)

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Il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha affermato che l'Onu è "totalmente mobilitata" per portare aiuti e pronto a schierare squadre sanitarie e kit di medicinali, cibo e rifugi d'emergenza nella zona del terremoto. Anche l'Iran ha fatto sapere di avere inviato aiuti umanitari.

"Era una situazione terribile", ha raccontato Arup Khan, 22 anni, ricoverato in un ospedale nella capitale provinciale di Paktika, Sharan. "C'erano grida ovunque. I bambini e la mia famiglia erano sotto il fango", ha proseguito.

Il direttore dello Sharan Hospital, Mohammad Yahya Wiar, ha detto che i medici della struttura stanno facendo del loro meglio per curare tutti. "Il nostro Paese è povero e privo di risorse", ha detto all'Afp. "Questa è una crisi umanitaria. È come uno tsunami".

Fotografie e video pubblicati sui social media hanno mostrato decine di case gravemente danneggiate in aree remote. Il coordinatore umanitario delle Nazioni Unite per l'Afghanistan, Ramiz Alakbarov, ha stimato in almeno 2.000 le abitazioni distrutte.

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