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Usa, la Camera approva l'impeachment per Trump. Biden preoccupato: "Il Senato lavori anche alle altre urgenze"

Logo La Repubblica La Repubblica 13/01/2021
La speaker della Camera Nancy Pelosi firma il documento con cui è stato messo in stato d'accusa il presidente Trump © Fornito da La Repubblica La speaker della Camera Nancy Pelosi firma il documento con cui è stato messo in stato d'accusa il presidente Trump

WASHINGTON - Con una procedura lampo di un solo giorno, la Camera Usa ha approvato la mozione di impeachment contro Donald Trump per incitamento all'insurrezione per aver incoraggiato i suoi fan ad assaltare il Congresso e impedire la certificazione della vittoria di Joe Biden. Oltre a tutti i democratici, anche 10 repubblicani si sono espressi a favore: la partita si sposta ora al Senato dove il leader repubblicano Mitch McConnell ha fatto sapere che non ci saranno sessioni prima del 19 gennaio. L'impeachment non sarà dunque votato prima della fine del mandato di Trump, il 20 gennaio, ma il voto ha comunque un forte significato simbolico.

E proprio nel giorno in cui viene avviata la messa in stato d'accusa, Trump prende una posizione netta contro l'assalto del 6 gennaio: "Condanno in modo inequivocabile le violenze, non ci sono giustificazioni". Si è trattato di "un assalto senza precedenti alla libertà di parola, sbagliato e pericoloso", ha detto il presidente uscente degli Stati Uniti. Quelli che hanno assaltato il Congresso "saranno assicurati alla giustizia", ha ammonito, sostenendo che nessuno dei suoi veri sostenitori potrebbe giustificare la violenza politica. "Se fate qualunque di queste cose non state sostenendo il nostro movimento", ha detto in un video di cinque minuti in cui non ha mai citato l'impeachment. Il leader a fine mandato ha anche parlato delle potenziali minacce di proteste armate in vista dell'investitura del suo successore: "Tutti hanno diritto di far sentre la propria voce" ma senza "violenza, violazione della legge e vandalismi", ha detto Trump, che assicura di aver chiesto alle forze federali di assicurare l'ordine.

Trump è il primo presidente della storia a finire in stato d'accusa due volte, dopo quella per l'Ucrainagate appena qualche mese fa. Washington è in stato di massima sicurezza: la Guardia Nazionale in tenuta da combattimento circonda il Campidoglio. Centinaia di soldati hanno trascorso la notte all'interno del palazzo del Congresso, dormendo per terra nelle stanze e nei corridoi.

Sull'impeachment si è espresso anche il presidente eletto Joe Biden, ma in modo molto cauto: "La leadership del Senato trovi un modo per gestire le sue responsabilità costituzionali sull'impeachment lavorando contemporaneamente anche su altre urgenze di questa nazione". Il nuovo leader chiede che l'aula lavori sin da subito anche ai temi della sua agenda, dalla conferma delle sue nomine di governo ai nuovi aiuti per contrastare la crisi del coronavirus.

 

L'attacco di Pelosi: " È pericoloso e deve andarsene subito"

"Non possiamo sfuggire alla storia" ha detto la speaker della Camera Usa Nancy Pelosi nel suo discorso . "Sappiamo che il presidente degli Stati Uniti ha incitato l'insurrezione, una ribellione armata ... Deve andarsene. È un pericolo evidente e immediato per la Nazione che tutti amiamo. Il presidente deve essere processato e condannato dal Senato, un rimedio costituzionale che garantirà che la repubblica sarà al sicuro da questo uomo che era così determinato a demolire le cose che ci stanno a cuore e che ci tengono insieme ... Democratici e Repubblicani, vi chiedo di interrogare la vostra coscienza e rispondere a queste domande: la guerra alla democrazia del presidente è in linea con la Costituzione? Le sue parole e la folla sono state un crimine grave e un reato? Non abbiamo il dovere di giurare di fare tutto ciò che costituzionalmente possiamo per proteggere la nostra Nazione e la nostra democrazia dagli appetiti e dalle ambizioni di un uomo che ha dimostrato di essere una minaccia vitale per la libertà, il governo e lo Stato di diritto? ". Pelosi ha definito gli uomini e le donne che hanno dato l'assalto al Congresso "non patrioti ma terroristi".

 

McConnell sostiene l'impeachment: ma non ufficialmente

Il leader della maggioranza al Senato Usa, Mitch McConnell, non riunirà il ramo del Congresso per una sessione di emergenza per il processo di impeachment nei confronti di Trump. Lo riporta Cnn che cita fonti repubblicane. Il Senato quindi non sarà riconvocato venerdì né quasi certamente prima del 19 gennaio, il giorno prima dell'inaugurazione del presidente eletto, Joe Biden. Ma McConnell, secondo il New York Times e la Cnn, sostiene l'impeachment, benché solo in privato, perché la procedura priverebbe Trump di un futuro politico e della sua presa sul partito repubblicano. Sempre secondo la Cnn, il leader della maggioranza repubblicana al Senato ha inviato una nota ai suoi colleghi nella quale afferma che, "mentre la stampa è piena di speculazioni, io non preso una decisione finale su come votare e intendo ascoltare gli argomenti legali quando saranno presentati in Senato".

 

Dieci repubblicani per il sì

"Un voto contro questo impeachment è un voto che riconosce la violenza inaccettabile a cui abbiamo assistito. Ed è un voto per perdonare l'inazione del presidente Trump. Lui non ha condannato con forza l'attacco e non ha chiamato i rinforzi quando i nostri rappresentanti dell'ordine erano sopraffatti. Il nostro Paese aveva bisogno di un leader e il presidente Trump ha fallito nel compito per cui aveva prestato giuramento. Io voterò sì agli articoli sull'impeachment". Con questa dichiarazione, salutata dagli applausi dei democratici, il rappresentante repubblicano alla Camera, Dan Newhouse, ha annunciato il voto a favore dell'incriminazione di Trump. A lui si sono uniti anche Tom Rice eletto in South Carolina, Peter Meijer e Anthony Gonzalez eletto in Ohio, che ha detto di sostenere l'atto di accusa perché Trump "ha aiutato ad organizzare ed incitare la folla che ha attaccato il Congresso". In tutto sono 10 i repubblicani a favore dell'impeachment.

 

La fronda di Liz Cheney

Fra di loro, la più famosa è Liz Cheney, numero 3 del partito alla Camera e figlia dell'ex presidente di George W. Bush, Dick Cheney: "Io non vado da nessuna parte, questo è un voto di coscienza, per il quale ci sono posizioni diverse nella nostra conferenza. Ma la nostra nazione sta fronteggiando una crisi istituzionale senza precedenti, dai tempi della Guerra Civile", ha detto la deputata rispondendo ai colleghi che le hanno chiesto di dimettersi per aver annunciato che i voterà per l'impeachment.

 

La reazione del presidente

Donald Trump - che secondo i suoi collaboratori ha passato la giornata alla Casa Bianca seguendo in tv il dibattito sulla sua destituzione ma senza Twitter che ha cancellato il suo profilo - su Fox News, la tv che gli è più vicina, ha lanciato un appello a una "transizione pacifica", invitando tutti gli americani e i Big Tech a "calmare" la situazione. "Alla luce delle notizie su possibili nuove manifestazione - ha detto a Fox News - chiedo che non ci sia nessuna violenza, nessuna violazione e nessun vandalismo".

Secondo fonti ben informate, Trump si è particolarmente risentito per la presa di posizione a favore dell'impeachment di Liz Cheney, terza carica del partito repubblicano alla Camera

 

McCarthy:"Trump non è privo di colpe, ma l'impeachment è un errore"

Il leader dei repubblicani alla Camera, Kevin McCarthy, ha affermato che Donald Trump "è responsabile" per l'attacco al Campidoglio del 6 gennaio e "avrebbe dovuto denunciare immediatamente la folla". Tuttavia ha aggiunto che l'impeachment di Trump dividerebbe ancora di più il Paese: "Credo che mettere sotto accusa il presidente in così poco tempo sarebbe un errore. Nessuna indagine è stata completata. Non si sono tenute udienze", ha precisato. Lo riporta Cnn.

 

Uno dei promotori del raduno di Washington, "Aiuto da 3 eletti Gop"

Ali Alexander, promotore del movimento "Stop the Steal", ha sostenuto di aver organizzato una manifestazione a Capitol Hill il 6 gennaio insieme a tre deputati Repubblicani, Andy Biggs, Mo Brooks e Paul A. Gosar, tutti accesi sostenitori del presidente Donald Trump, per "esercitare la massima pressione sul Congresso mentre votavano" la certificazione della vittoria di Biden. L'obiettivo era quello di "cambiare i cuori e le menti dei repubblicani che erano all'interno, facendogli sentire il nostro forte ruggito dall'esterno". I tre deputati Gop, sotto pressione, hanno negato qualsiasi legame o aiuto ad Alexander ma sui social diversi post e video indicano rapporti tra i deputati con l'attivista di destra.

 

Kushner ha impedito a Trump di comunicare su piattaforme estremiste

Jared Kushner è intervenuto per impedire che Donald Trump, bandito da Twitter e dagli altri principali social media, iniziasse ad usare per comunicare con i suoi sostenitori piattaforme care agli estremisti, come Gab. Lo riporta la Cnn citando due fonti interne che spiegano che il consigliere e genero del presidente, insieme al vice capo dello staff, Dan Scavino, è intervenuto per bloccare altri collaboratori di Trump, come il suo capo del personale Johnny McEntee, che invece stavano lavorando in quella direzione.

 

Airbnb blocca le prenotazioni a Washington nei giorni dell'insediamento

Airbnb cancellerà le prenotazioni a Washington durante la settimana della cerimonia di insediamento di Joe Biden. Il colosso degli affitti bloccherà inoltre la possibilità di effettuarne delle nuove nell'area. La decisione è "in risposta alle richieste delle autorità locali, statali e federali" di non visitare la città nei prossimi giorni, annuncia Airbnb precisando di aver vietato dalla sua piattaforma "alcuni individui" associati alle proteste violente in Campidoglio.

 

Oltre 20 mila guardie per l'insediamento di Biden

Per l'insediamento di Joe Biden come presidente degli Stati Uniti si aspetta il dispiegamento oltre 20mila uomini della Guardia nazionale a Washington D.C. Lo ha detto Robert Contee, capo della polizia della capitale federale americana, citato dalla Cnn. I numeri definitivi, "mai così alti in situazioni simili", ha aggiunto, verranno resi noti dal Secret Service, l'agenzia responsabile per la sicurezza dei presidenti. Il capo della polizia ha ammesso la sua preoccupazione di fronte a quella che ha definito "una importante minaccia alla sicurezza". "Ero preoccupato prima di oggi, lo sarò questo weekend e oltre", ha sottolineato.

 

Google sospende gli spot politici in vista dell'insediamento

Google sospende tutti gli spot politici fra il 14 e il 21 gennaio in vista della cerimonia di insediamento di Joe Biden.

 

Suicida uno degli accusati per l'assalto al Campidoglio

Chris Stanton, uno degli uomini accusati per le proteste al Campidoglio, si è suicidato. Lo riportano i media americani, sottolineando che Stanton si è tolto la vita nella sua abitazione a Alpharetta, in Georgia. La polizia ha rinvenuto nella sua casa due fucili semiautomatici.

 

Arrestato l'uomo che minacciò di uccidere Pelosi e la sindaca Bowser

Cleveland Meredith Jr., l'uomo arrestato a Washington con armi e un centinaio di munizioni il giorno dell'assalto al Congresso aveva digitato messaggi su cellulare in cui minacciava di uccidere Pelosi e la sindaca della capitale federale, Muriel Bowser. Lo si legge nella documentazione della procura, inviata al tribunale per la convalida dell'arresto, riferisce la Cnn. Secondo la procura, Meredith scriveva messaggi in cui parlava di "guerra" contro i parlamentari e minacciava di "circondare Washington". Ad un certo punto, temendo forse di essere intercettato dalla polizia, aveva scritto: "sono senz'armi... non sparerò fino a quando non me lo ordineranno".

 

L'Fbi apre 170 inchieste sui sostenitori di Trump

L'Fbi ha aperto inchieste a carico di almeno 170 persone identificate fra i sostenitori di Trump che mercoledì scorso hanno fatto irruzione a Capitol Hill. E contro i più violenti di loro saranno formalizzate accuse di assalto e cospirazione all'eversione, ha reso noto il procuratore di Washington facente funzione, Michael Sherwin. Saranno infine centinaia le persone che saranno incriminate, dopo che l'Fbi avrà completato l'esame di oltre 100mila foto e video dei rivoltosi molte delle quali scattate dagli stessi assalitori. "Le dimensioni di questa inchiesta, di questo caso, sono davvero senza precedenti non solo nella storia dell'Fbi, ma forse anche in quella del dipartimento della Giustizia. Il Campidoglio, dentro e fuori, è diventato, la scena di un delitto", ha spiegato Sherwin in una conferenza stampa.

 

Tom Hanks star del mega show tv per l'Inauguration Day

Il comitato per l'insediamento di Biden sta preparando uno speciale televisivo per la notte dell'Inauguration Day, il 20 gennaio, al posto dei tradizionali balli ed eventi in presenza con donatori, lobbisti e politici che si tengono il giorno del giuramento. Lo scrive Politico citando Tony Allen, alla guida del comitato. L'evento tv, in prima serata, celebrerà "gli eroi americani" che hanno servito il Paese in prima linea contro la pandemia. Lo show "Celebrating America", sarà presentato da Tom Hanks e sarà trasmesso da Abc, Cbs e Nbc ma non Fox. Il programma da 90 minuti avrà tra gli ospiti , Justin Timbarlake e Jon Bon Jovi.

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