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Valeria Golino: "Porto Napoli alla Mostra del cinema di Venezia con tre film"

Logo La Repubblica La Repubblica 20/08/2019 di ILARIA URBANI
© Fornito da La Repubblica

"Porto aVenezia la Napoli noir anni '70 di Igort, sospesa e notturna, torbida e stilizzata, sembra un po' Tokyo. Con il mio amico Toni Servillo, attore incomparabile. Siamo diversi: lui preciso, super preparato, io più istintiva, partiamo da modi diversi di lavorare, ma poi sul set troviamo un linguaggio comune". Impermeabile giallo, pistola in pugno e sullo sfondo un vecchio palazzo della Sanità, Valeria Golino è Rita, la pupa del gangster in "5 è il numero perfetto", primo film da regista del fumettista e illustratore Igort, tratto da una sua notissima graphic novel. È l'unico film italiano in concorso alle Giornate degli Autori a Venezia e sarà in sala dal 29 agosto. La Golino con Toni Servillo, l'altro protagonista Carlo Buccirosso e Igort presentano il film l'1 settembre alle 18.30 al Filangieri e alle 20.30 al Metropolitan. La Golino è anche la coprotagonista del nuovo film di Gabriele Salvatores "Tutto il mio folle amore", fuori concorso al Lido, e fa parte di "Adults in the Room", nuovo film di Costa-Gravas sulla crisi greca, ispirato al libro di Varoufakis.

Valeria Golino, dopo la Coppa Volpi con "Per Amor Vostro" di Gaudino, torna a Venezia in tre film. Come si prepara alla Mostra?

"Ho appena trascorso un'estate molto bella, dolce. In barca tra le Eolie, la Grecia, sull'isola di Idra, poi sono stata a trovare mia madre ad Atene, proseguendo verso il Salento. Ho fatto bagni bellissimi e ho iniziato a leggere il libro di Alice Munro "Troppa felicità"".

Come è stato tornare a Napoli sul set per "5 è il numero perfetto" al fianco di Toni Servillo?

"È un film notturno: abbiamo girato sempre di notte, in questi edifici bellissimi ma scomodi e fatiscenti, tra roba vecchia accatastata a terra, nel rione Sanità. La Napoli di Igort sembra Tokyo e poi girare con Servillo è come indossare una cintura di sicurezza. Nel film sono Rita, la sua sua ex amante: abbiamo avuto una storia vent'anni prima, sono una maestrina che viene da una famiglia di camorristi, ma prende le distanze da quel mondo. Rita ritroverà Toni, ovvero Peppino Lo Cicero, ex camorrista che torna in campo per vendicare l'omicidio del figlio. Ci ritroveremo in una terribile notte".

Sarà anche costretta a impugnare la pistola.

"Ad un certo punto, forzata dalle circostanze. Il film non ha solo i toni del fumetto e atmosfere pop, è un noir dal peso malinconico interessante e ben fatto, una bella prova da regista per Igort. È ironico e con citazioni intelligenti: se Toni si chiama Peppino, Carlo Buccirosso, il suo complice sanguinario, si chiama Totò. Tutto questo a Napoli. Era rischioso fare un film dal proprio fumetto, invece Igort ha fatto un'opera che assomiglia al suo immaginario creando un'altra cosa".

Gabriele Salvatores è tornato a dirigerla in "Tutto il mio folle amore", nel quale dopo 30 anni si confronta di nuovo con il tema dell'autismo. Che film è?

"È la quarta volta che lavoro con lui, lo stimo molto. Aspetto sempre di fare il suo prossimo film. Qui sono la madre di Vincent, sedicenne autistico avuto con un cantante melodico (Claudio Santamaria) che va in giro con le canzoni di Modugno. Vincent è cresciuto con me e il mio nuovo marito (Abatantuono). Il ragazzo e il padre intraprendono un viaggio, noi li inseguiremo per ritrovare Vincent. A differenza di trent'anni fa, oggi c'è più consapevolezza sull'autismo. Il cinema è in grado di smuovere le coscienze".

Nel film di Costa-Gravas recita nella lingua di sua madre, il greco, e interpreta il ruolo della moglie dell'ex ministro dell'economia Yannis Varoufakis...

"Della signora Varoufakis, che poi ho realmente conosciuto, sono diventata amica. È una donna molto elegante, perbene, un'artista contemporanea. Costa Gravas ha 86 anni ma sul set sembra che ne abbia quaranta in meno. Magistrale. È un film che trae solo ispirazione dal libro di Varoufakis sulla crisi greca, per il resto è la visione di Costa-Gravas, di un uomo del '900 su quello che sta accadendo in Unione Europea. La crisi esiste anche da noi, e la vicenda politica che stiamo vivendo in parte è figlia di quella economica. In Grecia però è stata ed è più evidente: ha lasciato vittima un'intera popolazione, i greci - che in parte sono responsabili dell'austerity - sono stati tramortiti".

A proposito, lei dovrà imparare a parlare greco per il nuovo film di Giuseppe M. Gaudino "Via dell'abbondanza", un film che attraversa diverse epoche e girerete a Pompei?

"Greco antico, però. E poi anche il latino e dovrò cantare canzoni arcaiche. Sarà difficile, è meglio che non ci penso ora... (sorride, ndr). Gireremo a maggio. Come sempre sarà un film visionario, Gaudino è sempre originale, poco convenzionale. È entusiasmante lavorare con lui".

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