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Coronavirus, il tasso di positività cala di quasi il 2%: è al 10,6% | Rezza: "Situazione migliora ma tutt'altro che tranquilla"

Logo Tgcom24 Tgcom24 01/12/2020 Redazione Tgcom24
Coronavirus, il tasso di positività cala di quasi il 2%: è al 10,6% | Rezza: "Situazione migliora ma tutt'altro che tranquilla" © Ansa Coronavirus, il tasso di positività cala di quasi il 2%: è al 10,6% | Rezza: "Situazione migliora ma tutt'altro che tranquilla"

Cala quasi del 2% rispetto a 24 ore fa il tasso di positività al Covid-19, ossia il rapporto tra nuovi positivi (19.350) e tamponi eseguiti (182.100). Il dato odierno si attesta al 10,6%, in diminuzione dell'1,9% rispetto al giorno precedente, quando era al 12,5%.

Rezza: "Percentuale positivi ancora critica" - "Abbiamo incidenze ancora elevate anche se Rt scende. Rispetto al numero di tamponi siamo di poco al di sopra del 10%. Percentuale che tende ad abbassarsi ma ancora abbastanza critica". Lo ha chiarito il direttore della Prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza.

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Rezza: meno casi ma ancora tanti morti, situazione non tranquilla - "Resta alto il numero dei decessi, 785, ieri erano 672, e questo dato è il meno sensibile alle oscillazioni quotidiane. Avremo una scia lunga": ha detto ancora Gianni Rezza. "I 19.350 test positivi di oggi sono in aumento rispetto a ieri ma con un numero di tamponi maggiori; ma nel confronto con una o due settimane fa abbiamo una situazione in miglioramento. Il che non vuol dire che sia una situazione di tutta tranquillità". "Ricordo che la scorsa settimana l'incidenza era 700 casi per 100mila abitanti, una delle più alte in Ue dopo Svizzera, Austria e Slovenia". Dice l'epidemiologo Gianni Rezza. "Abbiamo incidenze ancora elevate con un rt che scende e un numero di test positivi che tende ad abbassarsi ma che è ancora molto elevato".

Brusaferro: sarà Natale Covid, evitare aggregazioni al massimo - "Sarà un Natale covid, che ci auguriamo unico e speriamo ultimo rispetto alla storia che vivremo. Ciò vuol dire organizzarci evitando le aggregazioni in maniera più decisa possibile. Le ondate successive non sono scritte nelle stelle ma nel modo in cui ci comporteremo. Dobbiamo organizzarci per evitarle. considerando che le persone più fragili rischiano di più". Lo ha detto il presidente dell'Istituto superiore di sanità, Silvio Brusaferro, alla conferenza stampa al ministero della Salute. "Come saremo a Natale dipende da come la curva scende e quanto rapidamente scende", ha aggiunto.

Crisanti: "Parlare di sci con 600 morti? Non è un paese normale" - E sul Natale e le "vacanze" invernali è nuovamente intervenuto anche Andrea Crisanti, direttore del laboratorio di microbiologia dell'Università di Padova: "Il problema non è l'impianto da sci, se sanifico le cabine o i sedili delle seggiovie, il problema è l'assembramento che si crea prima e dopo, la socialità che c'è, gli alberghi pieni".  Sul fatto che si rischi che si vada a sciare all'estero, Crisanti ha aggiunto che "bisognerebbe raggiungere un accordo europeo, servirebbe la responsabilità di altri Paesi, Svizzera, Austria, Francia, peraltro ancora toccati pesantemente. Rimango senza parole che si parli di sci con 600 morti al giorno. Andare a sciare per divertirsi sapendo che questo causera' un aumento dei contagi e dei morti? Penso che questo non sia un Paese normale".

Iss: Dati vaccini promettenti ma attendere dossier - "Progressivamente in questi giorni chi ha messo a punto gli strumenti e chi ha fatto gli studi renderanno disponibili alle agenzie regolatorie, l'Ema e l'Aifa, i dossier che sono richiesti per dimostrare sicurezza ed efficacia. Questi dossier sono oggi noti in minima parte, quando li avremo potremo esprimerci con completezza su ogni singolo vaccino". Silvio Brusaferro, durante la conferenza stampa sull'analisi della situazione epidemiologica, si sofferma sull'arrivo dei vaccini anti covid. "Oggi possiamo dire che i dati che vengono lanciati, anche mediaticamente, sono assolutamente promettenti, ma dal punto di vista tecnico-scientifico dobbiamo dire che è in atto un processo in corso man manco che i dati vengono resi disponibili alla comunità scientifica", aggiunge, sottolineando che "c'è stato uno sforzo straordinario in tempi molto brevi per poter mettere a punto dei vaccini" anti-Covid, ma questo "non vuol dire che vengono derogate procedure di sicurezza, quindi non parliamo di deroghe a meccanismi di valutazione di sicurezza e di efficacia".

Brusaferro: su vaccini nessuna deroga a sicurezza - "C'è stato uno sforzo straodinario in tempi molto brevi per poter mettere a punto dei vaccini anti-Covid, ma questo non vuol dire che vengono derogate procedure di sicurezza, quindi non parliamo di deroghe a meccanismi di valutazione di sicurezza e di efficacia", ha garantito il presidente dell'Istituto superiore di sanità, Silvio Brusaferro.

Rezza: "Piano vaccini c'è, ci sarà farmacovigilanza" - "Il piano vaccini c'è, lo presenterà domani il ministro Speranza. Poi le scadenze in cui le dosi arriveranno saranno dettate anche dalle autorizzazioni da parte delle agenzie regolatorie. Una volta che daranno il via libera sulla base dei dati di efficacia e sicurezza a quel punto potremo avere un primo limitato numero di dosi poi sempre di più, come stabilito. La fase di farmacovigilanza post-commerciale verrà eseguita come per tutti gli altri vaccini che vengono autorizzati e messi in commercio. E' una fase di studio che può durare giorni, settimane, mesi, anni, ma valida per questi vaccini come per tutti gli altri". Lo dice il Direttore generale della prevenzione del Ministero della Salute, Gianni Rezza, durante la conferenza stampa sull'analisi della situazione epidemiologica. "Gia' quando il vaccino sarà messi in commercio avrà superato delle prove di efficaci di fase 3 su 30-40-50mila persone", aggiunge.

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