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Decreto Aprile: altri venticinque miliardi per rifinanziare l'emergenza

Logo HuffPost HuffPost 26/03/2020 ANSA
Workers inside the Unilever factory in Casalpusterlengo, near Lodi in Northern Italy, wait to be tested for virus infection Friday, Feb. 21,2020. Health officials reported the country's first cases of contagion of COVID-19 in people who had not been in China. A man hospitalized in Codogno works here. (AP Photo/Luca Bruno) © Fornito da HuffPost Workers inside the Unilever factory in Casalpusterlengo, near Lodi in Northern Italy, wait to be tested for virus infection Friday, Feb. 21,2020. Health officials reported the country's first cases of contagion of COVID-19 in people who had not been in China. A man hospitalized in Codogno works here. (AP Photo/Luca Bruno)

Almeno 25 miliardi in più per arginare l’impatto economico e sociale del coronavirus, aiutando ancora le famiglie, le imprese, ma anche il sistema sanitario e la Protezione civile, i veri soldati che ogni giorno in prima linea combattono la guerra contro il virus. Il nuovo ‘decreto aprile’ partirà dunque, come ribadito dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte anche nell’Aula del Senato, da una dotazione pari, se non superiore, a quella del ‘Cura Italia’ di marzo e dallo stesso decreto partiranno anche alcune delle misure essenziali, dalla probabile nuova sospensione dei versamenti al ‘ristoro’ per gli autonomi, fino alla proroga del congedo per i genitori, se si deciderà - come probabile - di mantenere le scuole ancora chiuse.

Il governo è al lavoro per semplificare le procedure degli investimenti pubblici, sul famoso modello Genova, per rafforzare il golden power (che potrebbe però finire in un altro provvedimento), ma anche per garantire ancora liquidità alle Pmi così come alle imprese più grandi, finora rimaste escluse. Il tutto per riuscire ad attivare una cifra anche più alta dei 340 miliardi annunciati appena due settimane fa.

CONGEDO E VOUCHER BABY SITTER - Con le scuole ancora chiuse e senza ancora una prospettiva concreta di riapertura a breve, il congedo di 15 giorni concesso ai genitori obbligati a stare a casa con i figli under12 potrebbe essere esteso, così come potrebbe esserlo anche il voucher per tate e baby sitter.

TUTELE PER IL LAVORO - Dopo il potenziamento di cigo e cigs, potrebbero arrivare misure a favore dei contratti a tempo determinato, a rischio di mancato rinnovo. Una delle opzioni potrebbe essere quella di prorogare lo stop ai licenziamenti, a cui Confindustria si dice però contraria. L’Upb sollecita intanto di allentare i requisiti per l’accesso al reddito di cittadinanza e prorogare Naspi e Dis-coll in modo da tutelare il più possibile i lavoratori (come i domestici) esclusi dalla cassa integrazione ma che hanno comunque questi strumenti a disposizione.

STOP TASSE - Tra le misure attese arriverà con ogni probabilità anche la seconda proroga delle scadenze fiscali. Come già per i pagamenti Iva del 16 marzo, dovrebbero essere sospesi anche quelli del 16 aprile. Non a caso Gualtieri ha spiegato che il decreto dovrà arrivare ben prima di quella data. Lo stesso dovrebbe valere per contributi, ritenute e premi Inail, oltre che per le cartelle fiscali. Sul fronte fiscale dovrebbe arrivare un beneficio per i benzinai, probabilmente sotto forma di credito d’imposta.

RISTORO PER GLI AUTONOMI - A marzo il governo è intervenuto su partite Iva e autonomi con un bonus ‘a pioggia’, concesso a tutti in egual misura, 600 euro. Ad aprile l’idea è quella di intervenire ancora, ma in modo più mirato, con una forma di “ristoro” legata al reddito o alla perdita di fatturato.

NUOVE GARANZIE PER LE IMPRESE - Dopo il rafforzamento del Fondo per le Pmi, dovrebbe arrivare una nuova maxi garanzia per le imprese anche di dimensioni più grandi. A fianco di interventi di sostegno al reddito, ha spiegato Gualtieri parafrasando Mario Draghi, il governo punta a mettere a disposizione “ingenti garanzie pubbliche per consentire al sistema finanziario di erogare alle imprese tutta la liquidità necessaria per sostenere il sistema economico ed evitare una distruzione di capacità produttiva e di posti di lavoro che avrebbe conseguenze disastrose”.

ANTICIPO CIG DALLE BANCHE - Intanto, per dare piena attuazione al Cura Italia, il governo sta lavorando alla possibilità che le banche possano anticipare ai lavoratori l’indennità della cassa integrazione, versandola direttamente sui loro conti correnti.

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