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Delitto dei Murazzi, la sentenza di Said mandata all’avvocato sbagliato

Logo Corriere della Sera Corriere della Sera 3 giorni fa Simona Lorenzetti
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Non ci fu solo un ritardo, con la successiva mancata esecuzione della sentenza. Ci fu, nel caso di Said Mechaquat, anche un errore di notifica delle carte processuali: il suo ricorso contro la condanna per maltrattamenti in famiglia sarebbe stato infatti inoltrato al legale sbagliato. Il ventisettenne marocchino è ora rinchiuso in carcere con l’accusa di avere ucciso Stefano Leo, .

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Sentenza inviata al legale sbagliato

Mechaquat era stato condannato a 18 mesi di reclusione senza condizionale per maltrattamenti in famiglia. La sentenza era diventata definitiva perché la Corte d’Appello, su richiesta dell’Avvocato generale Giorgio Vitari, nell’aprile del 2018 aveva dichiarato «inammissibile» il ricorso in appello. Secondo quanto è stato possibile ricostruire, tuttavia, la notizia non sarebbe stata comunicata al suo difensore dell’epoca (un legale d’ufficio), ma a un altro avvocato: Basilio Foti. Quest’ultimo sarebbe stato indicato evidentemente dallo stesso Said. Ma Foti non aveva mai assunto l’incarico. E con il giovane non era mai entrato direttamente in contatto. L’avvocato Foti ora assiste Said nel procedimento per omicidio. Nei giorni scorsi, visto il difetto nella notifica, ha chiesto al Tribunale di Torino di dichiarare la «non esecutività» della sentenza di condanna.

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