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Fondi russi, M5s non affonda il colpo sulla Lega ma marca la distanza

Logo HuffPost HuffPost 11/07/2019 Gabriella Cerami
© Fornito da HuffingtonPost Italia s.r.l.

Sul tavolo di Palazzo Chigi c’è il dossier Autonomia. Il premier Giuseppe Conte e Matteo Salvini hanno un diverbio. Il vicepremier leghista si infuria con quello grillino. Il decreto Sicurezza bis si impantana in commissione alla Camera. E in questo clima arriva la notizia che la procura di Milano sta indagando, già da diversi mesi, su presunti fondi russi destinati alla Lega.

La tensione nel governo è al massimo e Luigi Di Maio che, fino a questo momento aveva mantenuto toni soft, cambia atteggiamento. Fonti a lui vicine fanno trapelare che nel Movimento vi è “preoccupazione per questa storia, l’apertura dell’inchiesta è una cosa da non sottovalutare. Chiediamo trasparenza”, riporta l’Ansa proprio quando diversi provvedimenti, in questo gioco in cui ognuno vuole ottenere di più, sono bloccati. Così ogni frase diventa un’arma di ricatto.

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In questo modo inizia un lento logoramento. Indebolire l’avversario che in questo caso, paradossalmente, è l’alleato di governo, è la strategia del Movimento 5 Stelle. Strategia che consiste nell’infierire, marcare la distanza da Matteo Salvini ma non affondare il colpo come avrebbe fatto da tradizione giustizialista. “Che dire…li colpiamo ma non troppo. Il resto sarà fatto dalla magistratura”, racconta un componente grillino del governo.

Ma il Pd prova a stanare il partito di Luigi Di Maio e annuncia che presenterà la richiesta per istituire una commissione d’inchiesta sui presunti fondi russi destinati alla Lega. A questo punto il Movimento, messo alle strette, non può rifiutarla ma nei fatti getta la palla in tribuna.

La premessa è che gran parte delle dichiarazioni si nascondono dietro l’anonimato, difficile mettere la faccia in un contesto così in divenire in cui gli eventi modificano la vicenda di ora in ora. Quindi, fonti M5s fanno trapelare che l’intenzione è di votare a favore di commissione d’inchiesta sui finanziamenti purché riguardi “tutti i partiti, associazioni e fondazioni collegate”. Ed ecco l’affondo ai dem per spostare l’attenzione: “Dal Pd aspettiamo ancora i nomi dei componenti della commissione d’inchiesta sulle banche”.

Un modo per entrare il meno possibile nei meandri di una vicenda che, se le accuse venissero confermate, avrebbe una portata enorme. “A noi conviene che scoppi lo scandalo, che la Lega stia sotto i riflettori, ma non possiamo tirare troppo la corda”, è la riflessione dell’ala governativa del Movimento, che preferisce avere la certezza matematica che il voto anticipato a settembre sia davvero scongiurato. In pratica, non bisogna far saltare i nervi a Matteo Salvini “altrimenti casca tutto”. Ma dal momento che l’aria che tira è quella del pericolo elezioni anticipate ormai scampato, il partito di Di Maio si può permettere di non stare del tutto in silenzio.

In fondo “non possiamo certo schierarci contro i magistrati”, spiega un deputato M5s in Transatlantico. Così la notizia di un’indagine della procura di Milano aperta da tempo cambia il corso degli eventi. Qualche ora dopo si apprende che Gianluca Savoini, presidente dell’associazione Lombardia-Russia e colui che avrebbe fatto da tramite, è indagato. La Lega è sotto i riflettori per vicende giudiziarie e il Movimento infierisce: “Chiediamo alla forza politica con cui governiamo molta chiarezza su quanto accaduto”, dice Stefano Patuanelli, il capogruppo al Senato, stando ben attento a non attaccare in modo frontale il leader leghista.

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